
La premiazione dei progetti del Quality Day 2026: un percorso che dal 2010 ha prodotto 597 iniziative per migliorare sicurezza, organizzazione e qualità dell’assistenza
La qualità in sanità non coincide soltanto con l’esito clinico di una prestazione. È un processo quotidiano, fatto di competenze, organizzazione, ascolto, collaborazione e capacità di imparare dagli errori. Questo vale ancora di più in pediatria, perché un bambino non è un piccolo adulto: il suo organismo cambia durante la crescita e richiede percorsi di cura e soluzioni pensate per ogni fase dello sviluppo.
È questo il senso del Quality Day dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, una giornata dedicata alla presentazione e alla valutazione dei progetti di miglioramento realizzati dai professionisti dell’ospedale. Non una semplice vetrina, ma un momento nel quale il lavoro quotidiano viene osservato, discusso e condiviso, per trasformare le esperienze dei singoli reparti in patrimonio comune. Condividere ciò che funziona, misurare i risultati e diffondere le buone pratiche per rendere le cure sempre più sicure, efficaci e centrate sui bisogni dei bambini e dei ragazzi è il valore fondante della Giornata Qualità.
Il 22 settembre 2026 si è tenuta la XVII edizione dell’iniziativa che dal 2010 valorizza i progetti realizzati dalle unità operative per promuovere qualità, sicurezza e miglioramento continuo. Sono 597 i Progetti Qualità realizzati in questi anni, 36 dei quali nel 2025. Nel 2025, inoltre, 25 progetti sono stati sviluppati attraverso la collaborazione tra più unità e servizi: una capacità di lavorare oltre i confini organizzativi importante per un sistema sanitario complesso.
I progetti premiati testimoniano la capacità dell’Ospedale di coniugare innovazione, competenza e attenzione ai pazienti e alle famiglie. Il progetto vincitore assoluto, dedicato all’utilizzo di un colorante fluorescente – il verde indocianina – nella chirurgia oncologica e chirurgia generale, pediatrica e d’urgenza, punta a rendere gli interventi più precisi e mirati. Per l’innovazione è stato premiato l’impiego della Low Laser Therapy per la gestione della mucosite; per i risultati conseguiti, il progetto “A CASA CON DINU”, che integra immunoterapia domiciliare e telemonitoraggio nei pazienti con neuroblastoma.
Per l’adesione agli standard JCI sono stati premiati i progetti sulla gestione del catetere venoso centrale e sull’educazione dei bambini portatori di cuore artificiale, mentre per la trasferibilità sono stati riconosciuti “Ricoverarsi informati”, dedicato a una comunicazione più efficace con le famiglie, e il progetto di arte-terapia per il benessere del personale infermieristico.
Il riferimento agli standard internazionali della Joint Commission International offre una cornice rigorosa a questo lavoro. Ma gli standard, da soli, non bastano. Devono diventare comportamenti, strumenti e pratiche quotidiane, capaci di adattarsi alla specificità dei pazienti e dei contesti. In pediatria questo significa misurarsi con bisogni che cambiano con l’età e con percorsi costruiti intorno al bambino e alla sua famiglia. Per questo, nella valutazione dei progetti, accanto all’innovazione e all’aderenza agli standard, contano i risultati raggiunti e la possibilità di trasferire le soluzioni sperimentate ad altre aree dell’ospedale.
Un elemento centrale è anche la cultura della sicurezza, che valorizza la segnalazione dei Near Miss: intercettare un errore prima che raggiunga il paziente significa trasformarlo in un’opportunità di apprendimento e prevenzione.
La vera sfida è fare in modo che un progetto non resti confinato nel reparto che lo ha ideato. Una buona pratica diventa realmente utile quando può essere condivisa, replicata e migliorata. In questo senso, la Giornata Qualità diventa anche uno strumento di governance: consente di riconoscere e condividere un impegno che, ogni giorno, coinvolge tutti i professionisti dell’Ospedale, orientando le priorità e rafforzando una visione comune dell’assistenza.
In sanità, la qualità non è mai acquisita una volta per tutte. Richiede misurazione, confronto e disponibilità a rivedere le proprie abitudini. Richiede investimenti in formazione e tecnologie, ma anche tempo per lavorare insieme e ascoltare l’esperienza dei pazienti e delle famiglie.
Per un ospedale di ricerca e cura come il Bambino Gesù, migliorare la qualità significa dunque tenere unite assistenza, innovazione e responsabilità. Significa trasformare la conoscenza in pratiche sempre più appropriate. E significa ricordare, ogni giorno, che dietro ogni indicatore, ogni procedura e ogni progetto c’è un bambino per il quale la qualità non è un obiettivo astratto, ma una condizione essenziale della cura.
*Direttore Sanitario Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

