Così i robot umanoidi cambieranno l’industria dell’auto

Sono numerosi i costruttori che stanno testando i robot umanoidi per utilizzarli nei lavori ripetitivi. Bmw, fra i primi a impiegarli, ha ammesso che, però, sono più lenti degli operai

I robot umanoidi sono destinati a rivoluzionare la produzione automobilistica, arrivando a svolgere lavori monotoni, senza pause, benefit e soprattutto una operatività garantita 24 ore su 24. Senza contare che i robot hanno caratteristiche di precisione e di stabilità che possono ridurre o anche azzerare il tasso di prodotti difettosi. Specie per quanto riguarda le procedure di saldatura, di verniciature, ma non solo. L’investimento iniziale nei robot risulterà, però, soprattutto per le piccole e medie imprese, elevato a cui va aggiunta la manutenzione e l’aggiornamento che richiede costi superiori. Fra i primi a pensare che i robot rappresenteranno il futuro della produzione di vetture è stata Bmw, ma ci sono altri costruttori che li stanno testando, Mercedes, Hyundai, Tesla, GM e anche la Renault.

l robot umanoidi del marchio di Monaco di Baviera sono prodotti da Figure AI e testati da mesi nella fabbrica americana di Spartanburg in Carolina in Carolina del Sud negli Usa. Vengono utilizzati per spostare componenti dai containers ai carrelli. Oltre ad essere in grado di camminare, di afferrare pezzi e trainare i carrelli e anche se sono, per ora un pò più lenti degli esseri umani, con il loro continuo sviluppo che procede ormai sempre più rapidamente, si miglioreranno. Bmw non è l’unico a pensare che i robot rappresentano il futuro della produzione di vetture. Ci stanno lavorando anche Mercedes e soprattutto Hyundai, che in tempi non sospetti ha deciso di acquisire lo specialista Boston Dynamics.

Mercedes sta testando i robot umanoidi denominati Apollo, sviluppati dalla statunitense Aptronic e destinati alla selezione e alla movimentazione dei componenti della auto della stella. Diverso l’approccio di Hyundai che per la robotica in generale si affida alla Boston Dynamic un’azienda acquisita dal brand coreano che offre una gamma avanzata di soluzioni robotiche sia industriali che umanoidi e anche di servizio per il settore auto utilizzando i robot per organizzare i pezzi destinati all’assemblaggio svolto dagli operai. A cui si aggiunge Tesla che ha, da subito, considerato la produzione del suo robot Optimus più strategica al punto da ritenerlo molto più attuale di una vettura dai costi accessibile.

Elon Musk considera, infatti, che l’umanoide Optimus ha un potenziale davvero enorme, soprattutto in termini di business, immaginando le applicazioni per cui verrà utilizzato che vanno ben oltre la produzione delle auto. Non a caso Tesla, di recente, una volta interrotta la produzione dei modelli S e X, ha liberare buona parte dello suo stabilimento in California proprio per la produzione di Optimus. Accantanando o forse ridimensionando il progetto di un modello accessibile come l’attesa Model 2 visto che doveva essere disponibile ad un prezzo di 25 mila dollari per puntare con decisione sia sui mezzi a guida autonoma, ma soprattutto sulla robotiva che sarà disponibile su larga scala nel corso dell’anno prossimo.

Attualmente c’è un marcato disaccordo che mette in discussione l’utilizzo di robot umanoidi. Essere simili agli umani può essere il modo più intelligente per automatizzare le fabbriche automobilistiche. GM, al riguardo, sta prendendo una strada diversa. Quella di sperimentare robot collaborativi sia pure dotati di braccia e mani, tralasciando, però, l’idea che i suoi umanoidi si muovano come delle vere persone. E ancora GM dichiara che se le mani sono utili all’interno delle fabbriche, non è chiaro se lo siano anche le gambe. Un altro brand, Renault ha recentemente presentato un robot senza testa. Insomma se la finalità sarà quella di cambiare l’industria dell’auto bisognerà superare certi eccessi.

E veniamo in che dimensioni, in futuro, il businnes dell’auto potrà crescere attraverso l’utilizzo dei robot umanoidi. Chi la pensa così è il MIT Industrial Performance Center visto che sostiene, senza mezzi termini, che i robot umanoidi rappresenteranno una soluzione per svolgere lavori a costi decisamente inferiori. Finirà probabilmente così, visto che, di recente, il brand premiun cinese Xpeng ha raccolto, in pochi giorni, 900 milioni di dollari destinati alla divisione di robotica in forte espansione, una cifra che ha fatto schizzare la sua valutazione fino ad oltre 6,3 milioni di dollari.

Ci sarebbe, infine, da considerare anche l’inevitabile problema della gestione del lavoro all’interno delle fabbriche che non va dimenticata. I sindacati temono che l’ulteriore automazione potrebbe mettere in discussione la presenza di manodopera umana e ancora una volta, un’ulteriore riduzione dei lavoratori. Verrebbe da dire, tuttavia, che al momento non si può parlare di robot umanoidi che hanno rivoluzionato le fabbrica automobilistiche almeno non è ancora del tutto. Per il momento, infatti, gli esseri umani possono godere di un piccolo vantaggio sul lavoro rispetto ai colleghi umanonoidi. Sono più veloci, anche se non lo saranno per molto, ma resta comunque un vantaggio che oggi non è da poco.

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