
Gli altri nodi sono la taglia del bilancio 2028-2034 e i contributi nazionali. Il cancelliere tedesco Merz riunisce i leader dei Paesi frugali
BRUXELLES – La pausa estiva sta per concludersi anche a Bruxelles dove i lavori riprenderanno pienamente la settimana prossima. Intanto, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha iniziato, fin da martedì 25 agosto a Bratislava, un giro delle capitali europee – ieri era a Vilnius e Riga. I colloqui con i capi di Stato e di governo riguardano in primis il bilancio comunitario 2028-2034. L’obiettivo è trovare un accordo entro fine anno. Al centro delle discussioni, la nascita di nuove risorse finanziarie.
Ricordiamo brevemente i termini della questione. Nell’estate del 2025, la Commissione europea ha presentato un progetto di bilancio del valore di 2mila miliardi di euro, includendo il rimborso del NextGenerationEU. Da allora i Ventisette si sono messi d’accordo sugli strumenti con cui disporre del denaro comunitario nel 2028-2034. I testi legislativi saranno negoziati con il Parlamento europeo una volta deciso l’ammontare del bilancio.
Spiegava lunedì un funzionario del Consiglio europeo: «I nodi sono la taglia del bilancio, l’ammontare dei contributi nazionali, il ruolo delle risorse proprie. I Ventisette devono trovare un equilibrio tra questi tre elementi (…) Questa volta il ruolo delle risorse proprie potrebbe contribuire a un risultato diverso da quello ottenuto in passato». Nei fatti, quanto più le risorse proprie peseranno nel bilancio, tanto più potranno essere limitati i contributi per paese, in un contesto di nuove e costose priorità.
Attualmente il bilancio è finanziato, oltre che dai versamenti nazionali, anche da dazi raccolti alle frontiere esterne, da una quota dell’IVA e da un contributo calcolato sui rifiuti di imballaggi in plastica non riciclati. Nella sua bozza di bilancio, Bruxelles aveva proposto altre cinque risorse proprie: ossia gettito proveniente dal mercato ETS, dal dazio ambientale CBAM, dalla vendita di tabacco, dalla non raccolta di rifiuti informatici, oltre che da un contributo da parte delle aziende più grandi.
Successivamente, il Parlamento europeo è intervenuto nella discussione, proponendo altre possibili entrate, vale a dire tasse sui servizi digitali, sul gioco d’azzardo online, sui guadagni di capitale provenienti dalla compravendita di cripto-monete. Nonostante le molte proposte, la questione resta delicata. Molti paesi membri hanno paura di perdere gettito fiscale, altri temono di trasferire surrettiziamente alla Commissione europea il potere di tassare.
La presidenza di turno dell’Unione europea, in mano all’Irlanda, è chiamata a presentare proposte concrete entro ottobre, quando è previsto il prossimo Consiglio europeo (entro fine anno seguiranno altri tre vertici). Spiegava a un gruppo di giornalisti in luglio qui a Bruxelles Thomas Byrne, il ministro irlandese per gli affari europei: «La sfida è trovare soluzioni che siano concretamente applicabili, fin dal 1° gennaio 2028, e che abbiano il sostegno unanime dei Ventisette».
Come in passato, il confronto è tra i governi cosiddetti frugali e i governi che invece insistono per un bilancio più generoso. Lo sguardo corre al cancelliere tedesco Friedrich Merz, che proprio per oggi a Berlino ha fissato un incontro tra alcuni leader nazionali altrettanto frugali (Olanda, Austria, Finlandia, Danimarca). Notava il funzionario europeo lunedì: «Il cancelliere ha chiesto una riduzione dell’ammontare del bilancio proposto dalla Commissione, ma non ha mai dato cifre. Ciò non è banale».
Infine, sul tavolo c’è anche l’idea di debito in comune, magari non ex novo, ma il semplice rinnovo del debito acceso con il NextGenerationEU. Peraltro, la proposta di bilancio della Commissione prevede due strumenti basati sulla raccolta di denaro sui mercati: fino a 150 miliardi di euro per finanziare investimenti strategici, il cosiddetto Catalyst Europe; e fino a 400 miliardi da usare nel caso di emergenze. Per concludere, l’obiettivo del presidente Costa è di terminare il giro delle capitali entro metà settembre.
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