
X4, Serie 8 e Z4 già cancellate, a rischio anche iX e XM
La crisi dell’auto tedesca continua a colpire, non solo sui numeri ma anche sull’offerta di prodotto. Dopo anni dove i costruttori premium teutonici potevano offrire gamme al limite dell’elefantiaco con una proposta che copriva praticamente ogni nicchia del mercato, molto spesso creando nuove sotto-categorie, ora è arrivato il momento anche per la locomotiva automotive germanica di razionalizzare e ridurre la proposta. Riduzione di modelli pronta ad interessare anche Bmw, dopo il taglio già annunciato dal gruppo Volkswagen e da Mercedes.
Bmw ha già iniziato una riduzione dell’offerta, non dando un un erede a modelli come X4, Serie 8 nelle versioni coupé, cabrio e gran coupé ma soprattutto ad un’icona come la Z4. Prodotta a partire dal 2002, la cancellazione della Z4 riassume molto bene come stia cambiando il mercato dell’auto, con una lenta ma inesorabile sparizione di modelli
“sfiziosi” dal prezzo non eccessivo.
La gamma Bmw potrebbe vedere l’uscita definitiva di altre due maxi suv, come l’elettrica iX e la XM plug-in. Entrambe non apprezzate dal pubblico come nelle previsioni del costruttore di Monaco di Baviera, sarebbero sacrificate in nome della razionalizzazione della gamma ma soprattutto per l’avvento della famiglia Neue Klasse, la piattaforma portata al debutto dall’elettrica iX3 e ora arrivata in versione multienergia sull’ultima generazione di X5.
Quello che potrebbe succedere in Bmw segue l’annuncio del gruppo Volkswagen, che ha comunicato come la gamma di modelli sarà progressivamente razionalizzata fino al 50% e concentrata nei segmenti di mercato più attrattivi. Parallelamente, la complessità dell’offerta, ad esempio in termini di configurazioni e dotazioni disponibili, sarà ridotta fino al 75%. Prendendo ad esempio Audi, il marchio di Ingolstadt ha ridotto la gamma con l’eliminazione di A1 e Q2, concentrando le novità lanciate e in arrivo su 3 piattaforme: Meb e Ppe per le elettriche e Ppc per le termiche ibride.
Parallelamente alla riduzione della gamma, i marchi premium tedeschi dovranno rivedere le proprie scelte industriali in materia di impianti produttivi e di persone impiegate. Sempre dal Gruppo Volkswagen arriva una fotografia chiara di quello che sta succedendo e succederà nei prossimi anni, con un passaggio da una capacità produttiva pensata per costruire 12 milioni di veicoli pre-Covid agli attuali 9 milioni. Negli ultimi anni è già stata realizzata una riduzione di circa 2 milioni di veicoli in termini di capacità produttiva e ulteriori interventi saranno attuati in Europa e in Cina. Nel caso del gruppo Bmw la situazione è più snella rispetto al gruppo Volkswagen, in virtù di una produzione complessiva di circa 2,5 milioni di veicoli contro i circa 9 di del colosso di Wolfsburg, ma termini come razionalizzazione, efficienza ed efficacia saranno sempre più fondamentali per la salvaguardia dell’industria automotive tedesca.

