
E’ il progetto Aspim promosso da ministero dell’Ambiente e Ispra, realizzato da Ett nell’ambito del Pnrr. Fondamentale per la protezione degli ecosistemi marini
Cosa hanno in comune Capo Caccia-Isola Piana, Capo Carbonara, Isole Egadi, Miramare, Penisola del Sinis-Isola Mal di Ventre e altre 6 località? Sono meravigliosi luoghi italiani. Dai fondali della Sardegna alle acque della Liguria, dalla Sicilia all’Adriatico: i luoghi meravigliosi, unici, sono per definizione da proteggere. A questo penserà Aspim, il sistema di monitoraggio integrato e sistematico delle aree marine protette italiane sviluppato da Ett, società del gruppo Deda.
E’ la prima volta che un’unica infrastruttura integrata, sistematica e data-driven riesce a monitorare in tempo reale l’evoluzione e i cambiamenti degli ecosistemi marini. Il progetto è nato nell’ambito del programma Pnrr DigitAp, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica con il supporto tecnico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Il monitoraggio, partito nel maggio scorso, proseguirà per tutto il 2026 e il 2027. Sono stati installati sensori distribuiti lungo la colonna d’acqua fino a una profondità di circa 40 metri: ogni 30 minuti il sistema aggiorna la situazione monitorando dati essenziali quali temperatura, ossigeno disciolto, salinità, clorofilla. I dati vengono aggregati in una piattaforma web sviluppata da Ett: a quel punto si possono fare analisi, confronti e si può avere una visione d’insieme sugli ecosistemi marini nel Mediterraneo. Il fatto che l’aggiornamento sia ogni mezzora consente di poter prendere decisioni tempestive, basate su dati affidabili: come accade con il sistema di monitoraggio degli alberi a Prato grazie ai dati di ascolto satellitare, anche in questo caso la rapidità gioca un ruolo centrale nel capire evoluzioni negative o positive delle aree marine. Il sistema è in grado di inviare notifiche. E non si agisce solo sul presente: l’integrazione con l’Intelligenza artificiale permette la prevenzione. Ad oggi le aree monitorate sono 11 con oltre due milioni di rilevazioni l’anno: Aspim è in grado però di gestire dati ancor più numerosi.
I sensori sono attivi 24 ore su 24 e, come spiegato da Sante Francesco Rende, primo ricercatore Ispra e referente tecnico della misura Pnrr DigitAp, «in un contesto di cambiamenti climatici sempre più rapidi disporre di sensori attivi tutto il giorno significa poter cogliere in tempo reale segnali che un tempo sarebbero rimasti invisibili tra una campagna di rilevamento e l’altra. Temperatura dell’acqua, salinità, correnti: sono parametri che oggi cambiano più velocemente di quanto la ricerca scientifica tradizionale riesca a documentare con i soli rilievi periodici. Le boe e i sensori subacquei installati nelle undici aree specialmente protette di importanza mediterranea permettono di costruire serie storiche continue di dati chimico-fisici, essenziali per distinguere le oscillazioni naturali dagli effetti strutturali del riscaldamento globale sugli ecosistemi marini».
«È la differenza – ha aggiunto Rende – tra una misurazione isolata, scattata una volta l’anno, e una serie di dati che si aggiorna costantemente: solo un flusso continuo consente di individuare per tempo fenomeni come le ondate di calore marine, l’acidificazione delle acque o le alterazioni negli equilibri chimici che precedono spostamenti degli areali di specie sensibili, permettendo interventi di tutela tempestivi anziché reazioni tardive a danni già avvenuti».
Giuseppe Guerrisi, ceo di Ett, ha sottolineato che «la crisi climatica sta modificando i nostri mari con una velocità senza precedenti: disporre di informazioni affidabili e aggiornate significa poter assumere decisioni più consapevoli e intervenire con azioni di mitigazione in modo efficace. Aspim dimostra come l’innovazione digitale possa diventare uno strumento concreto al servizio della sostenibilità, rafforzando la capacità di osservare, comprendere e proteggere il patrimonio naturale, contribuendo a una gestione più tempestiva delle sfide che interessano l’ambiente marino».

