Crisi dello zolfo in Brasile: scorte in esaurimento e prezzi alle stelle minacciano l’industria dei fertilizzanti

Il Brasile affronta una grave carenza di zolfo, con importazioni in calo e costi quadruplicati, mentre le restrizioni all’export di grandi produttori aggravano la situazione.

Le scorte di zolfo dell’industria brasiliana potrebbero esaurirsi a ottobre, mentre i prezzi della materia prima, essenziale per la produzione di fertilizzanti agricoli, hanno raggiunto livelli record sui mercati internazionali.

A denunciare lo scenario è il Sindacato delle industrie delle materie prime per fertilizzanti (Siprifert).

Lo zolfo è utilizzato per produrre acido solforico, componente dei fertilizzanti, ma anche nell’industria chimica e nella lavorazione dei minerali.

Il Brasile dipende fortemente dalle importazioni: la produzione nazionale è di circa 200 mila tonnellate, meno del 10% della domanda interna.

Nel primo semestre del 2026 le importazioni sono diminuite del 42% in volume, mentre la spesa è aumentata del 60%, raggiungendo 380 milioni di dollari. La carenza è legata soprattutto al calo della produzione russa causato dalla guerra in Ucraina e all’aumento della domanda dell’Indonesia, che ha incrementato la raffinazione interna del nichel, processo che richiede acido solforico.

“Nel dicembre 2024 una tonnellata di zolfo costava 100 dollari. Oggi è a 1.200”, ha affermato il direttore del Siprifert, Bernardo Silva, al quotidiano Estadao, sottolineando il rischio per la sostenibilità economica delle industrie.

Di fronte alla scarsità, Russia, Turchia, Kazakistan e Cina hanno limitato o sospeso le esportazioni di zolfo o acido solforico per preservare le forniture interne.

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