CWT, primo incontro sui 190 esuberi

I sindacati chiedono di ritirare i licenziamenti: l’agenzia di business travel si è riservata di dare una risposta entro l’inizio della prossima settimana

I sindacati chiedono a CWT di ritirare la procedura di licenziamento collettivo che riguarda 190 persone, circa il 45% dei 429 addetti dell’operatore di business travel acquisito nel 2025 da Amex GBT (American express global business travel) che poi è stata a sua volta acquisita dal fondo di private equity Long Lake Management per 6,3 miliardi di dollari. Dopo l’annuncio della procedura, c’è stato un primo incontro in uno studio legale milanese che rappresenta la società a cui Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno spiegato che senza ritirare i licenziamenti non intendono avviare nessun negoziato. Per i sindacati, le vie per risolvere una situazione critica da tempo, come quella di CWT, sono tante. Tanto più oggi che CWT è entrata in Amex GBT e questo rende possibile immaginare soluzioni diverse, dalle uscite volontarie e incentivate fino ai passaggi da una società all’altra. L’azienda, attraverso lo studio legale che la rappresenta, ha fatto sapere che si prenderà del tempo fino a lunedì per fare avere una risposta.

A quel punto potrebbero presentarsi due scenari. In caso di risposta negativa, e quindi di mancato ritiro dei licenziamenti, partirebbero le proteste e le mobilitazioni per l’operatore di business travel che ha molte istituzioni, tra cui storicamente la Camera dei deputati, tra i suoi clienti. In caso di risposta positiva, e quindi di disponibilità ad avviare un confronto togliendo dal tavolo i 190 licenziamenti collettivi, è verosimile che possa avviarsi una discussione per [...]

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