«D-Day economico» contro l’Iran: sulle sanzioni Bessent minaccia anche la Cina

Gli Usa vogliono colpire asset digitali, oro, tecnologia, aviazione e trasporti marittimi. Il segretario al Tesoro americano: «Chi non sta con noi verrà isolato, nessuno escluso». Trump «al telefono per convincere i leader mondiali»

Il «D-Day economico», la guerra di sanzioni che gli Stati Uniti vogliono scatenare per «isolare l’Iran con azioni senza precedenti» è diventata rapidamente – anche ieri nelle dichiarazioni dell’amministrazione americana – una minaccia nei confronti dei Paesi che fanno affari con il regime di Teheran, che comprano petrolio iraniano e in definitiva sostengono l’economia degli ayatollah. In primo luogo la Cina, da anni il principale acquirente di petrolio iraniano . Ma anche India e Turchia. E poi Russia, Emirati Arabi e Pakistan.

Scott Bessent, durante una conferenza stampa da Washington, ha annunciato «l’avvio immediato dell’operazione Economic Outcast», una nuova serie di sanzioni secondarie, parte di un’ampia «offensiva economica per emarginare l’Iran e tagliare i legami finanziari di Teheran in tutto il mondo»: «Il nostro obiettivo – ha ripetuto il segretario al Tesoro – è recidere ogni ancora di salvezza economica che sostiene questo regime tirannico, fino a quando Teheran non resterà completamente isolata»

PIù in dettaglio, Bessent ha elencato cinque settori chiave che verranno presi di mira dalle sanzioni secondarie: risorse digitali, oro, tecnologia, aviazione e trasporto marittimo. «Metteremo fine all’accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano», ha minacciato

Dopo sei mesi di attacchi militari gli Stati Uniti (e Israele) non sono riusciti a piegare il regime iraniano. E nemmeno le sanzioni economiche fino a qui hanno portato risultati decisivi: come spesso capita hanno costretto alla fame la popolazione e hanno fatto aumentare la violenza dei leader iraniani, verso l’esterno e nella repressione interna.

«Useremo tutte le nostre risorse per contrastare le sanzioni economiche», ha fatto sapere il governo iraniano dopo che i Pasdaran nei giorni scorsi si erano detti «pronti a risposte militari su larga scala».

«L’Iran sta crollando del tutto!!!», ha dichiarato Donald Trump che intende aumentare la pressione e l’accerchiamento dell’Iran «come mai avvenuto nella storia», anche contattando personalmente i leader mondiali per chiedere loro di tagliare i legami con l’Iran. «Il presidente – ha detto Bessent – sta telefonando ai leader mondiali con richieste specifiche affinché cessino le loro interazioni con il regime. Stiamo già vedendo i risultati». Bessent non ha tuttavia risposto alla domanda di fondo: come farà Trump a convincere la Cina e gli altri Paesi ad accettare le sue condizioni? «Le nazioni che facilitano qualsiasi interazione con il regime – ha detto ancora Bessent – farebbero bene a recepire rapidamente il nostro messaggio. Coloro che si schiereranno con gli Stati Uniti raccoglieranno i benefici della nostra partnership. Coloro che invece legheranno il proprio destino al regime iraniano devono aspettarsi di condividerne l’isolamento mentre l’Iran si indebolisce».

Il blocco dei porti iraniani – messo in atto dalle forze americane, per rispondere alla chiusura di Hormuz – ha già ridotto i flussi di petrolio verso la Cina. «Vogliamo chiarire che nessuno è al di fuori della portata delle sanzioni statunitensi», ha detto Bessent, ma ulteriore stretta – soprattutto sulle banche cinesi – rischia di scatenare lo scontro con Pechino.

Secondo gli esperti, Washington teme ritorsioni da parte della Cina sui minerali critici, mentre aumentano le tensioni in vista dei colloqui, previsti per il mese prossimo a Washington, tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Il ministero degli Esteri cinese ha affermato che «le sanzioni e le tattiche di pressione sono controproducenti e che Pechino adotterà le misure necessarie per tutelare i propri interessi».

Bessent ha reso noto che gli Stati Uniti hanno mappato le reti, gli intermediari e i canali finanziari utilizzati dall’Iran per i traffici di petrolio e per eludere le sanzioni. E ha fatto riferimento alla creazione di task force che uniscano le forze del Tesoro a quelle dell’esercito. Bessent ha anche anticipato che entro la settimana ci sarà «un importante annuncio» riguardante le sanzioni contro un istituto finanziario.

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