Da Cfo a Ceo: il cambio di prospettiva per guidare un’azienda oltre i numeri

Il passaggio da direttore finanziario a amministratore delegato richiede di ampliare la visione, abbracciando il contesto esterno, la strategia futura e le dinamiche relazionali

In un recente articolo abbiamo esplorato il percorso di evoluzione che un professionista HR dovrebbe intraprendere per aspirare al ruolo di CEO. Riprendiamo ora la stessa riflessione puntando i riflettori su un’altra figura chiave del top management: il Chief Financial Officer.

La percentuale di CEO con un’esperienza da CFO è rilevante: una ricerca condotta da Heidrick & Struggles su un campione internazionale di oltre 600 Amministratori Delegati rivela che un quinto (21%) ha un passato da CFO. Rispetto ad altri C-Level, il direttore finanziario ha un vantaggio cruciale: nutre una profonda conoscenza dei numeri dell’azienda. Soprattutto nell’epoca di slancio dell’Intelligenza Artificiale, chi possiede una cultura del dato gode di una visione privilegiata. Usare l’IA senza saper interpretare l’infinita mole di dati che è in grado di generare è infatti paragonabile a girare un potentissimo motore a vuoto.

La supervisione dei budget e la padronanza dei conti economici forniscono al CFO un set di competenze tecniche che rendono la scalata verso il vertice dell’organizzazione più agevole. Agevole sì, ma non immediata. Quali sono dunque i passaggi operativi e mentali che un CFO che ambisce a diventare CEO deve compiere?

Il CFO focalizza il suo sguardo sull’interno estrapolando dati volti a raccontare l’azienda verso l’esterno. Per assumere una mentalità da CEO deve metaforicamente “uscire dall’ufficio dei numeri” per comprendere dove e come quei numeri si generano. Compiere un passaggio da “inside out” a “outside in”, da portavoce dell’andamento aziendale a interprete degli stimoli, dei segnali e dei cambiamenti dell’ecosistema che possono avere un impatto sull’impresa. L’AD è un attento conoscitore delle logiche di business e del contesto aziendale. Sa leggere nei bilanci non solo asettici dati ma driver che nascono dalla comprensione del prodotto, del mercato, del cliente finale.

Questo è forse il mindset più difficile da mutare, poiché richiede un’attitudine non più solo attenta e meticolosa ma curiosa e indagatrice.

Se il CFO genera e analizza un conto economico frutto dell’andamento dei mesi precedenti, al contrario il CEO pianifica la strategia in avvenire. Ecco il secondo grande cambio di prospettiva: questa volta dal passato al futuro. Volendo ricorrere a un’altra metafora, il direttore finanziario deve portare lo sguardo dallo specchietto retrovisore dell’auto al parabrezza. Perché il CEO non si limita a misurare il valore dell’azienda: contribuisce a stimolarne la crescita ventura.

Uscendo dall’immaginaria “stanza dei numeri” il CFO può comprendere che quelle cifre apparentemente impersonali nascono in realtà da dinamiche relazionali. Che i flussi in entrata sono frutto di partnership strategiche, negoziazioni andate a buon fine, alleanze costruite negli anni.

Il CEO presidia indicatori non solo economici ma relativi al capitale umano, intellettuale e organizzativo. Sa che il talento è una misura finanziaria e un parametro dell’investimento.

Il direttore finanziario di Apple Luca Maestri in un’intervista per il Corriere della Sera ha affermato che per lavorare in Apple servono «perfezionismo e intelligenza emotiva». Ciò dimostra che un CFO brillante come Maestri, nonostante la sua area di specializzazione sia finanziaria, citi tra i requisiti per accedere al colosso di Cupertino proprio una competenza relazionale.

In conclusione, per passare da CFO a CEO non basta aggiungere una stanghetta orizzontale che trasformi la “F” in “E”. Il vero salto non è lessicale ma culturale: serve alzare gli occhi dalla scrivania piena di rendiconti e rivolgerli all’esterno, dove prendono forma i trend di mercato e i segnali di cambiamento; al futuro, per cogliere prospettive e opportunità; ma soprattutto alle persone, consapevole che siano loro a determinare l’evoluzione di quei numeri che tanto conosce.

* Direttore Accademia di Comunicazione Strategica

** Direttore Generale di ANDAF (Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari)

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