Il nuovo dispositivo Apple che incorpora Siri AI non è l’unico a rimanere fuori dal mercato unico. Anche Meta e Google, OpenAI e Amazon hanno escluso funzionalità o rimandato rilasci
L’annuncio di Apple del suo nuovo display domotico HomeView ha portato entusiasmo ma anche perplessità per gli sviluppi del mercato europeo dei prodotti tecnologici. Il dispositivo non arriverà nel mercato unico, ma non si tratta di un caso isolato. Le ragioni dipendono dalle policy e dalle strategie aziendali ma anche dalle regole in vigore nell’Unione su concorrenza e privacy.
Nel caso di Homeview, infatti, la presenza del Digital Markets Act (DMA) è un problema per Apple. Il regolamento era stato un ostacolo sin da giugno, quando Apple aveva presentato Siri AI – l’assistente oggi incorporato in Homeview – che è arrivato nel mercato unico solo su Mac e Vision Pro, ma non su iPhone, iPad e Apple Watch perché considerati “gatekeeper” dalla Ue.
L’azienda aveva provato una lunga interlocuzione, finora senza esito, con la Commissione per chiedere come introdurre il proprio assistente senza violare le regole del DMA. Apple era arrivata a chiedere delle esenzioni dal DMA perché l’apertura alla concorrenza avrebbe comportato l’accesso ai dati personali da parte di tutti i modelli di terze parti autorizzati dall’utente – scelta che, secondo la stessa Apple, avrebbe aperto delle «falle di sicurezza». Dopo l’annuncio di Siri AI la Commissione è tornata sull’argomento, affermando che «nulla nel DMA impedisce ad Apple di introdurre nuovi prodotti nell’Ue».
Anche Google si oppone fermamente al DMA, ma con una strategia opposta. Senza interlocuzioni preliminari, Google aveva lanciato Gemini – il suo servizio di intelligenza artificiale – sui telefoni Android già nel giugno 2024. La Commissione si è poi pronunciata nel luglio scorso contro l’esclusione degli altri modelli, imponendo l’apertura del sistema operativo anche agli assistenti concorrenti. Google ha poi reagito con un ricorso al Tribunale dell’Unione europea reso pubblico il 29 settembre, ma nel frattempo le funzioni del suo Gemini sono cambiate e non tutte sono arrivate anche nell’Unione.
Personal Intelligence, annunciata a gennaio, è lo strumento di Gemini che collega tra loro i dati di vari servizi di Google, tra cui Gmail, Google Foto, YouTube e la Google Search; l’integrazione permette di offrire risposte su misura, recuperando le informazioni personali. Il sistema è stato lanciato lo scorso gennaio e a marzo è stato esteso a tutti gli utenti con account gratuiti ma sempre tenendo fuori l’Europa.
Escluso anche Gemini Spark, distribuito negli Stati Uniti lo scorso maggio, che permette all’AI di gestire attività programmate anche [...]
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