
Fino a 12 anni di carcere a chi organizza gruppi violenti sul web. Operativa anche la norma sull’imputabilità dei minori fra i 14 e i 18 anni
In un sabato che si annuncia complicato per l’ordine pubblico in diverse città già rischiano di dovere essere collaudate le misure di emergenza tradotte dal Governo nell’ennesimo decreto sicurezza. Le norme infatti sono in vigore da ieri, con la pubblicazione in «Gazzetta» del decreto legge 190. Nel testo trova posto una pluralità di disposizioni, di diversa natura, da interventi di diritto penale sostanziale, ad altri di procedura, ad altri ancora amministrativi.
Sono poi già operative misure che erano state collocate in disegni legge e affidati a un più tranquillo dibattito parlamentare. Esemplare quello sull’imputabilità del minore tra 14 e 18 anni: se fino a giovedì era la capacità di intendere e di volere e con essa l’imputabilità seppure nel processo penale minorile doveva essere dimostrata, da ieri invece la presunzione è invertita e a dovere essere dimostrata è invece l’incapacità. Passaggio questo già contestato in audizione in Parlamento sia dalla magistratura, Anm, sia dall’avvocatura, Camere penali, e comunque di dubbia efficacia pratica, visto che sul totale dei procedimenti definiti dalla giustizia penale minorile i proscioglimenti per immaturità sono meno dell’uno per cento.
Identico meccanismo di immediata traduzione in misure subito efficaci per l’accompagnamento e il trattenimento preventivo di polizia e per l’avviso orale accompagnato dal divieto di radunarsi.
Tramonta poi una delle auree regole, seppure non scritte, della politica penale: l’inopportunità dell’introduzione con decreto legge di nuovi reati. Nel testo infatti ne vengono subito inseriti due: la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato. Assai più articolato il primo, dove a venire punita (da due a cinque anni di carcere e multa da 10.000 a 20.000 euro) è la condotta di chi, nel corso di manifestazioni, fa parte di gruppi di almeno cinque persone che mettono in pericolo l’incolumità pubblica con strumenti come bastoni, mazze, oggetti contundenti.
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