
Il Wall Street Journal: con l’ex premier ungherese anche Cina e Russia. A Budapest ha governato in modo antidemocratico, contro Ue e migranti
Un “generale” onorario del movimento americano Maga, amato anche da Mosca. La figura messa in gioco all’improvviso e a sorpresa dall’amministrazione Trump per guidare in futuro le Nazioni Unite, ha scosso una corsa finora sonnolenta alla poltrona di segretario generale: Viktor Orban, il controverso e autoritario ex leader conservatore ungherese, seccamente sconfitto in patria alle ultime elezioni nonostante il sostegno esplicito della Casa Bianca e da sempre estremamente vicino a Donald Trump oltre che a Vladimir Putin.
Funzionari dell’amministrazione statunitense hanno svelato con toni aggressivi la loro campagna per Orban dalle colonne del Wall Street Journal, che ha citato fonti di tre nazioni ma anzitutto degli Usa. I collaboratori di Trump lo hanno descritto appunto come un generale in un esercito Onu altrimenti fatto di burocrati. «Un candidato da sogno» per il mondo di Make America Great Again, hanno aggiunto, con le sue credenziali a difesa della civiltà occidentale contro immigrazione, libertà di espressione, magistratura indipendente e valori della democrazia liberale.
La serietà delle avance Usa non è chiara e le reazioni negative non hanno tardato a manifestarsi: il premier polacco Donald Tusk ha definito l’idea «comica». Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha ricordato con sarcasmo Orban per la «raffinata abilità nell’uso del veto e del ricatto per bloccare importanti decisione della Ue», comprese quelle su Kiev impegnata a rispondere all’invasione russa.
Non è escluso che quella di Washington possa rivelarsi un’ennesima azione di disturbo da [...]
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