
Mercoledì 21 ottobre, alle ore 12 è scaduto il termine per gli emendamenti
Il Governo valuti la fattibilità di istituire una Riserva militare ausiliaria e operativa, con i relativi criteri di reclutamento, lo stato giuridico, i percorsi di addestramento periodico attingendo in via prioritaria al personale militare in congedo e a cittadini in possesso di competenze professionali e tecniche d’interesse strategico. Esamini le azioni necessarie a riqualificare il patrimonio alloggiativo esistente della Difesa e a reperire nuovi alloggi demaniali per il personale trasferito d’autorità, limitando il gravoso fenomeno del pendolarismo forzato e garantendo adeguate condizioni di serenità per i nuclei familiari dei militari. Ancora: promuova collaborazioni con i centri di ricerca di interesse militare sulle nuove tecnologie e la prevenzione e la riduzione dei rischi. E valotizzi sul piano professionale ed economico le qualifiche speciali del personale dei ruoli Graduati, Sergenti e Marescialli.
Sono queste alcune delle indicazioni contenute negli ordini del giorno della commissione permanente Affari esteri e difesa del Senato, che sta esaminando il ddl, proposto dal ministro della Difesa, con le “Disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale”.
Mercoledì 21 ottobre, alle ore 12 è scaduto il termine per gli emendamenti. È stata depositata una novantina di proposte di modifica. Tra le soluzioni previste dal relatore, il presidente della Commissione Maurizio Gasparri (Gruppo Forza Italia – Berlusconi Presidente – PPE), quella in base alla quale «nelle regioni maggiormente oberate dai vincoli e dalle attività militari, comprese la dimostrazione e la sperimentazione di sistemi d’arma, individuate ogni quinquennio con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le regioni interessate, lo Stato corrisponde un contributo annuo da destinarsi alla realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze militari (compresi particolari tipi di insediamenti), incidono maggiormente sull’uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale».
Un emendamento proposto da Paroli (Forza Italia) propone l’istituzione dei “Cyber parchi della Difesa”. «Il Ministero della Difesa – si legeg nel documento – può promuovere e realizzare uno o più cyber parchi della Difesa, quali poli integrati destinati alla formazione, all’addestramento, alla sperimentazione, alla ricerca e allo sviluppo tecnologico nel settore della difesa cibernetica». «I cyber parchi sono realizzati prioritariamente, ma non esclusivamente, su immobili in uso al Ministero della difesa, ivi compresi quelli non più utili ai fini istituzionali».
Tra le proposte di modifica del ddl, quella (De Cristofaro, Cucchi, Magni, senatori appartenenti ad Alleanza Verdi e Sinistra che prevede che «eventuali economie di spesa derivanti dal riordino e all’efficientamento delle strutture della difesa sono interamente riassegnate, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, al Fondo nazionale per le Politiche sociali».
I tre senatori chiedono che venga escluso «l’impiego di sistemi d’arma autonomi in grado di selezionare e ingaggiare obiettivi senza un controllo umano [...]
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