Dai tumori agli screening neonatali:  la nuova lista delle cure gratis per i cittadini

In vigore da oggi le nuove prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a offrire su tutto il territorio

Dagli screening mirati per il tumore al seno a nuovi 9 test – con lo screening neonatale esteso a tutto il territorio nazionale – per scovare eventuali malattie rare subito dopo il parto così per individuare l’atrofia muscolare spinale (Sma), per cui la tempestività d’intervento fa la differenza nella vita di bambini e famiglie. Dall’inserimento di nuovi esami in gravidanza all’aggiornamento delle prestazioni di radioterapia.

Dal 1 ottobre i cittadini hanno a disposizione in tutta Italia le nuove cure offerte gratuitamente o dietro pagamento di ticket dal Servizio sanitario nazionale: quei Livelli essenziali di assistenza che non erano più stati ritoccati dal 2017 quando l’allora ministra della Salute Beatrice Lorenzin rinnovò a sua volta la lista del 2001, dettandone una che però è rimasta a lungo priva di un Tariffario che solo nei giorni scorsi è entrato in vigore per l’assistenza specialistica ambulatoriale e per la protesica. Dopo una vicenda tormentata: una prima falsa partenza nel 2024, bloccata dalle proteste dei privati accreditati che a suon di ricorsi al Tar hanno ottenuto una revisione parziale (al rialzo) delle remunerazioni per le prestazioni che offrono.

La novità scatta con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm e del Dm di aggiornamento che innovano quel “listone” e che con circa 800 prestazioni questa volta porta la firma del ministro della Salute Orazio Schillaci. Che promette: «Scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Servizio sanitario nazionale più moderno, più equo e più vicino ai loro reali bisogni di salute. Si tratta di un provvedimento che ho fortemente voluto per garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi. Perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Ssn più giusto per tutti. Questo è stato un obiettivo di governo fin dal nostro insediamento».

Schillaci fa riferimento alle differenze regionali: alle singole amministrazioni è infatti permesso prevedere i cosiddetti “extra Lea”, finanziati con fondi propri, ma che inevitabilmente lasciano indietro i cittadini di Regioni che non li abbiano introdotti. Con il paradosso che un test neonatale sia magari offerto in una Regione, come avviene per la Puglia che dello screening alla nascita ha fatto un vessillo di politica sanitaria, ma non nella Regione confinante intaccando il diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione.

I nuovi “Lea” nascono innanzitutto per piallare queste disparità anche se la lista delle nuove prestazioni dovrebbe essre comntinuamente riveduta e corretta per far fronte innanzitutto all’innovazione tecnologica e alle nuove domande di cura della popolazione con l’invecchiamento della popolazione e i mutamenti epidemiologici.

Intanto, tra le critiche di chi avvisa che la lista “nasce già vecchia”, il ministero tira dritto: «Questo nuovo aggiornamento è un risultato storico – prosegue Schillaci – che risponde alla chiara volontà politica di intervenire sui Lea in tempi rapidi, assicurando alla sanità pubblica la capacità di tenere il passo con le innovazioni, che hanno valore solo se realmente accessibili davvero a tutti e senza dover attendere decenni. L’eliminazione delle prestazioni obsolete – conclude Schillaci – contribuirà, poi, a rafforzare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario, rendendolo ancora più resiliente nell’affrontare le nuove sfide di salute”.

L’aggiornamento dei Lea prevede come detto circa 800 fra nuovi servizi, prestazioni e terapie attraverso interventi di modifica, sostituzione e revisione delle voci precedenti. Si interviene, ad esempio, nel campo della prevenzione, dell’oncologia, delle malattie rare e croniche.

E’ il ministero a mettere in fila alcuni degli interventi più innovativi: l’adozione dello screening neonatale della Sma su tutto il territorio nazionale; l’ampliamento del programma di screening neonatale (Sne) che viene esteso a ulteriori otto patologie metaboliche e rare; l’introduzione di nuove prestazioni come i test prenatali non invasivi; nuove prestazioni per il controllo della gravidanza fisiologica a tutela della mamma e del nascituro.

Per le malattie croniche e invalidanti sono inserite nuove patologie e introdotte nuove prestazioni in esenzione. Sono introdotte nuove malattie rare esenti e previsti importanti aggiornamenti nella descrizione delle malattie o gruppi di malattie rare già presenti.

In ambito oncologico, tra le novità rientrano: l’inserimento di prestazioni per una migliore caratterizzazione del carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce, che consentirà di somministrare la terapia più efficace; l’avvio, a livello nazionale, di un programma di screening e di sorveglianza per la ricerca delle varianti patogenetiche dei geni Brca1 e Brca2 in donne familiari di casi affetti da tumore della mammella e/o dell’ovaio risultati positivi alle due varianti. Per le donne sane, ma risultate positive alle due varianti, si prevedono percorsi di sorveglianza attiva per consentire la diagnosi precoce del tumore della mammella e dell’ovaio (es. visite senologiche, ecografie, mammografie); l’aggiornamento delle prestazioni di radioterapia, prevedendo un unico percorso sia per la prestazione radioterapica sia per quelle preparatorie al trattamento. Novità anche per la specialistica ambulatoriale con l’inserimento di nuove prestazioni e la cancellazione di quelle obsolete.

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