
Evento di Assolombarda dedicato ai nodi dell’abitare: per lavoro e studio questione abitativa cruciale nel 47% dei casi
Bilocali arredati offerti in comodato d’uso per tre anni. Oppure stanze singole o condivise a prezzo calmierato, 400-500 euro al mese. Sperimentazioni, quelle di Edison e Trenord, a favore dei propri neo assunti, che rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema molto più ampio e di impatto ormai pervasivo: la sostenibilità economica dell’abitare per giovani e lavoratori, in particolare a Milano.
Tema ormai critico, come evidenziato dai numeri delle ricerche presentate ieri nell’evento di Assolombarda.
L’analisi tra 1200 soggetti svolta con Patrigest indica ad esempio che nelle scelte di lavoro e studio questo aspetto incide in quasi la metà dei casi. In media, in un primo impiego. Visti i costi, già nelle zone periferiche i tre quarti delle famiglie si troverebbero in condizione di disagio per accedere alla fascia bassa del mercato.
Difficoltà ad affrontare questi esborsi che si riverberano nel mercato del lavoro, con il 39% del campione che ammette di aver scartato opportunità a causa di questo motivo o dei tempi di spostamento necessari.
Una seconda ricerca (Assolombarda insieme ad Adapt) evidenzia come ormai la casa sia in effetti diventata una variabile del mercato del lavoro, uno dei fattori che acuisce il mismatch.
Il focus group realizzato con 16 aziende evidenzia le leve più utilizzate per affrontare il problema, tra contributi diretti e sostegno temporaneo per i neo-assunti, garanzie erogate verso i proprietari, convenzioni per mutui calmierati. Interventi che ove adottati si traducono in benefici anche per le stesse aziende, come testimoniato dalla riduzione del turnover motivato dal tema casa per Edison o dal dimezzamento degli abbandoni delle aule di formazione per macchinisti nel caso di Trenord.
«Oggi – ha commentato Marta Spinelli, Vicepresidente Welfare, Sicurezza sul lavoro e Relazioni Industriali Assolombarda – alle aziende non viene richiesto soltanto di generare valore economico: la loro capacità di crescere, innovare e attrarre competenze dipende sempre più anche dal contributo che sanno offrire alla qualità della vita delle persone e delle comunità in cui operano. È questa la prospettiva del welfare generativo, nel cui ambito l’accesso alla casa rappresenta oggi una delle sfide più urgenti».
Dalla ricerca emerge come detassazione degli importi erogati in questo ambito, incentivi fiscali e nuova edilizia a canone sostenibile siano le tre richieste più frequenti alle istituzioni, nella convinzione comune che mai come ora sia necessario in questo ambito un intervento pubblico più deciso.
«Lo squilibrio tra domanda e offerta è evidente – spiega il vicepresidente alle infrastrutture di Assolombarda Arrigo Giana – e occorre lavorare su questo tema a livello di città metropolitana. Per questo abbiamo avviato il progetto strategico Piano Casa Assolombarda, per sostenere le imprese nella risposta ai bisogni abitativi dei lavoratori e rafforzandole nella capacità di attrarre e trattenere le competenze necessarie alla crescita. Assolombarda ha già avviato un confronto con le istituzioni, a partire da Comune di Milano e Regione Lombardia, e con gli operatori del settore. Ora è necessario fare un salto di scala, promuovendo partnership pubblico-private e modelli abitativi efficaci e replicabili».

