Dal contributo delle banche alla flat tax a 100mila euro, le proposte della Lega in vista della manovra

Sono alcune delle proposte rilanciate dalla Lega durante la due giorni a Roma (dal titolo “A tua difesa – verso la finanziaria 2027”) dedicata alle priorità del partito in vista della manovra

Contributo del 5% sugli utili delle banche, flat tax per i lavoratori autonomi con ricavi fino a 100, più risorse per la sicurezza. Sono alcune delle proposte rilanciate dalla Lega durante la due giorni (dal titolo “A tua difesa – verso la finanziaria 2027”) dedicata a Roma alle priorità del partito in vista della manovra.

Alla domanda se sia fattibile in tempi brevi un prelievo sulle banche, per ridurre i costi energetici, Matteo Salvini risponde secco: «Sì». Poco prima il leader del Carroccio ha seguito in prima fila l’intervento del senatore Claudio Borghi sull’opportunità di un contributo delle banche. Quando Borghi ne parla espressamente dal palco, dalla platea (per lo più dirigenti e amministratori leghisti e rappresentanti di aziende partecipate) parte un forte applauso. «È tanto sbagliato chiedere il 5% alle banche? – si chiede Borghi – Anche il nostro amico Sanchez, su cui non siamo d’accordo su nulla, lo propone. Sarebbe un gettito di circa 2 miliardi per un settore che fa da tre anni 50 miliardi di utili, non parliamo di espropri, parliamo di un piccolo contributo per dare un minimo di sollievo agli italiani». Il tutto senza escludere un nuovo contributo di solidarietà sugli extraprofitti del settore energetico, sulla scia di quello introdotto per il 2024 («C’è già stata una legge del governo Meloni due anni fa -spiega ancora Borghi – Era una ’una tantum’ ma si potrebbe riproporre. Bisogna fare due conti»).

Ma la Lega è in campo anche per alzare da 85mila a 100mila euro di ricavi la soglia della flat tax alle partita Iva. «L’Unione Europea ha decretato 85mila euro come soglia massima di fatturato» per la permanenza nel regime forfettario, «mi auguro che il governo chieda di aumentare questa soglia» incalza Armando Siri (responsabile nazionale dei Dipartimenti della Lega), per il quale la Flat Tax, riforma che porta il marchio del Carroccio, ha dimostrato che «un fisco più semplice e sostenibile può aumentare la fedeltà fiscale e creare un circuito virtuoso nell’economia del lavoro autonomo». Numeri alla mano Siri sostiene infatti che «oggi, più del 50% di tutti coloro che aprono una partita Iva sceglie questo sistema fiscale». E, «grazie alla flat tax a livello di cassa abbiamo 2,5 miliardi di euro in più rispetto a quello che si pensava sulla carta, e abbiamo diminuito il contenzioso».

Ma la Lega presidia con particolare attenzione il tema della sicurezza, per non farsi scavalcare a destra dal generale Vannacci. E annuncia con il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni sei proposte in vista della prossima manovra. Tra i punti: potenziamento dell’operazione “Strade Sicure” con altri 3 mila militari, per arrivare ad almeno 10 mila unità a presidio di città e stazioni; turn over al 100% per Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco, con risorse per assunzioni straordinarie e per la previdenza. E ancora più fondi per la videosorveglianza dei Comuni, per il contrasto a spaccio, degrado e criminalità giovanile, per la riforma della polizia locale e per la realizzazione di nuovi Cpr, uno per regione.

Tra gli interventi previsti nella due giorni leghista non c’è quello del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, in prima linea con la fronda dei governatori del Nord nel chiedere a Salvini una gestione più collegiale del partito e un rilancio della questione settentrionale. L’incontro, annunciato da giorni, si svolgerà mercoledì pomeriggio, nella pausa lavori della due giorni leghista a Officine Farneto a Roma. Presenti l’ex governatore del Veneto Luca Zaia, Attilio Fontana (Lombardia) Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia) e Maurizio Fugatti (provincia di Trento).

Intanto si parla di una possibile rimozione di Romeo da presidente dei senatori (al suo posto il fedelissimo di Salvini Claudio Borghi, che però si schermisce: “non ne so niente”), dopo l’avvertimento di Salvini tre giorni fa: “Romeo oggi è capogruppo, domani chissà”

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