
Il primo decreto era arrivato dopo il rave party abusivo di Modena, a ottobre 2022. In seguito, Palazzo Chigi è intervenuto in numerosi altri ambiti, dalle manifestazioni alle baby gang, passando per il traffico di migranti e i coltelli nelle scuole
Secondo quanto emerso dal vertice del 19 ottobre a Palazzo Chigi, la risposta dello Stato alle devastazioni e ai saccheggi in cui sono sfociate le manifestazioni degli ultimi giorni sarà «ferma». Una delle ipotesi al vaglio sarebbe il varo di un nuovo decreto anti-violenti. Si tratterebbe dell’ultimo di una lunga serie di interventi del governo guidato dalla premier Giorgia Meloni in materia di sicurezza. Da quando si è insediato a ottobre 2022, infatti, l’esecutivo ha dato vita a un profluvio di decreti-legge che si sono focalizzati su svariati ambiti, dai rave party alle manifestazioni di piazza, dalle baby gang ai coltelli nelle scuole. Non solo. Il governo ha anche varato due disegni di legge, introdotto quasi 60 nuovi reati e messo a punto numerose misure a tutela delle forze dell’ordine.
Il primo intervento del governo in materia di sicurezza è scattato a pochi giorni dall’inizio della nuova legislatura. L’occasione è stata fornita da un rave party abusivo andato in scena dal 29 al 31 ottobre in un capannone abbandonato a nord di Modena che aveva costretto le forze dell’ordine a sgomberare i quasi 5mila giovani che si erano radunati.
Il governo rispose duramente, inserendo nel Codice penale, tramite un decreto-legge ad hoc, l’articolo 633-bis, che punisce chi organizza o promuove l’occupazione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, per organizzare raduni musicali o eventi di altro tipo, quando ne deriva un concreto pericolo per la salute o l’incolumità pubblica per la mancata osservanza delle norme in materia di sostanze stupefacenti, di sicurezza o di igiene. La misura introduce multe da mille a diecimila euro e prevede pene come la reclusione da tre a sei anni.
Dal decreto anti-rave in poi, il governo ha continuato a intervenire frequentemente sulla pubblica sicurezza, spesso correndo ai ripari al verificarsi di gravi episodi di cronaca. È il caso della tragedia di Cutro, in provincia di Crotone, dove a febbraio 2023 il naufragio di [...]

