
I tempi di pagamento della “buonuscita” dalla Pa così come l’adeguamento del prezziario delle cure Ssn: ecco i temi che insieme al contenzioso su buoni pasto e ferie il governo dovrà considerare
Come è tradizione da decenni, dopo l’estate il Governo inizia a valutare gli interventi da inserire nella legge di bilancio che quest’ anno, come è noto, sarà molto delicata essendo l’ultima della legislatura. Da settimane si intrecciano voci e indiscrezioni riguardo ai possibili contenuti: contenimento costi energetici, alleggerimento Irpef, extraprofitti, pensioni, bollo auto, flat tax e quant’altro. Nella maggioranza c’è già chi immagina una manovra da oltre 30 miliardi di euro; qualcuno ipotizza 40 mld, dato l’incombere della campagna elettorale. Da parte sua, il ministro della Salute avrebbe chiesto 5 mld di euro per assunzioni di personale, farmaci, anziani, cronicità e completamento delle strutture legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Nondimeno il Governo, al momento delle scelte definitive, non potrà non tenere conto di alcune partite contabili che gravano per decine di miliardi sulla Sanità pubblica. Sono questioni e vertenze annose, mai affrontate con la necessaria determinazione, ma che nel medio periodo potrebbero deflagrare in modo insostenibile. Vediamo di cosa si tratta.
Innanzitutto sono in piedi da anni molti aspetti di contenzioso che, nella costante e totale inerzia decisionale, aumentano in modo esponenziale i costi correlati. Le materie sono arcinote: buono pasto ai turnisti, monetizzazione delle ferie non fruite, retribuzione spettante durante le ferie. La recente Preintesa del Comparto del 29 luglio e il decreto legge 144/2026 del 4 agosto hanno dettato alcune disposizioni sulle due questioni legate alle ferie ma sono interventi che varranno esclusivamente per il futuro, mentre tutto il pregresso incombe con costi giganteschi, data la prescrizione decennale e non quinquennale degli importi da risarcire. Riguardo al buono pasto, la situazione è ancora peggiore perché il Ccnl ha ancora una volta rinviato del tutto la soluzione, come ammesso in modo sconcertante nella dichiarazione congiunta n. 2.
Ma non è finita, perché esistono altre due problematiche di matrice extracontrattuale per le quali è addirittura già fissata una data [...]

