Dalla previdenza dedicata ai congedi parentali, sindacati militari in pressing sulla manovra

Nella nota congiunta i sindacati militari lanciano un ultimatum: senza stanziamenti concreti per la previdenza dedicata e per le richieste avanzate, le organizzazioni si dichiarano pronte a sospendere la partecipazione ai tavoli del Dipartimento della Funzione Pubblica, «nel rispetto delle prerogative di legge»

Mentre la manovra di appresta a compiere il suo percorso di conversione parlamentare, con il primo giro che comincia dalla Camera, i sindacati militari vanno in pressing e in un comunicato congiunto propongono a Governo e parlamento una lista in sei punti di soluzioni che, a loro avviso, dovranno entrare nella versione finale del provvedimento. Previdenza dedicata, risorse aggiuntive per il Fesi (il Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali) di Esercito, Marina e Aeronautica, rinnovo contrattuale 2028-2030, indennità di trasferimento, detassazione e congedo parentale.

I sindacati militari chiedono una parità di trattamento rispetto alle forze di Polizia. Al fine di garantire il soddisfacimento delle esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, la manovra autorizza infatti la spesa complessiva di 50 milioni di euro per il 2027 destinata alla remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario dal personale delle Forze di polizia. Alla Polizia di Stato vanno 19 milioni di euro, altrettanti all’Arma dei carabinieri; alla Guardia di finanza sono attribuiti 9,5 milioni e 2,5 alla Polizia penitenziaria. Nulla è stato invece previsto per Esercito, Marina e Aeronautica.

E in particolare:

I sindacati chiedono almeno 500 milioni di euro annui strutturali, con tempi e modalità certi, per contrastare le penalizzazioni pensionistiche del personale nel sistema misto e di chi si è arruolato tra il 1996 e il 2005. Serve in particolare un sistema per compensare [...]

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