
Il vademecum di Agenas per attivare i servizi dedicati in prima battuta ai cittadini cronici e fragili
Holter pressorio e cardiaco, elettrocardiograma, spirometria, teleassistenza, monitoraggio dell’aderenza terapeutica, televisita. E chi più ne ha, più ne metta. La telemedicina con tutti i servizi che oggi è possibile erogare al cittadino in sicurezza, e riducendo le distanze soprattutto quando si guarda alle aree rurali e remote, sbarca definitivamente in farmacia. Dove gli operatori dovranno essere adeguatamente formati per mettere a disposizione degli utenti strumenti di piccola diagnostica e consulenze.
Un tassello in più nella “farmacia dei servizi”: quel modello che dopo una lunga sperimentazione (avvio con il Dl 153/2009) è entrato ufficialmente a regime con la legge di bilancio 2026, forte anche della riorganizzazione delle cure territoriali che ingloba questi presìdi, a pieno titolo, nella rete delle cure di prossimità. Un approccio dettato e finanziato dal Pnrr – che è di fatto ancora in via di realizzazione – e che ha assegnato all’Agenzia dei servizi sanitari regionali-Agenas, tra gli altri, il compito di progettare, gestire e coordinare la Piattaforma nazionale di Telemedicina. Un ruolo in cui si inscrive anche l’accordo con Federfarma da cui è derivato – appunto – il documento con le “Linee di indirizzo per l’erogazione di servizi di telemedicina nelle farmacie convenzionate”. Un vademecum dettagliato ma non vincolante e che andrà declinato nelle singole [...]
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