
I mercatini in giorni prefissati della settimana o in occasione di sagre e festività, più o meno importanti, sono un grande classico di paesini e città italiane. Ci abbiamo sempre trovato di tutto: dall’antiquario all’artigiano, passando per il venditore di dolci e altre specialità tipiche. Di recente, però, abbiamo visto come alcune cose stiano cambiando, soprattutto quando si parla di oggetti creati dai nuovi “artigiani digitali”: specialisti che usano macchine CNC, laser e stampanti 3D per creare oggetti da rivendere. Dietro molti di questi oggetti si vede il bagliore dell’animo dell’artista che, però, usa strumenti molto moderni. Non c’è da sorprendersi, quindi che all’IFA di Berlino si trovassero anche delle macchine rivolte proprio a questi maker.
Uno strumento che diventerà molto popolare presso questi artigiani è la stampante a ultravioletti perché, pur essendo di dimensioni contenute, permette di trasferire immagini a colori direttamente su molti tipi di oggetti e materiali. A IFA 2026, Anker ha annunciato un aggiornamento della eufyMake UV Printer E1 con nuovi accessori, stampa bidirezionale e un processo di lavorazione semplificato. Questo strumento permette agli artigiani di realizzare pezzi unici o serie molto limitate senza rivolgersi a un service esterno e a costi molto contenuti: gadget, targhette, oggetti decorativi e prodotti personalizzati possono essere creati quando arriva l’ordine, senza dover fare magazzino. Un vantaggio importante per chi vende poche decine di pezzi e magari cambia continuamente catalogo.
Uno dei prodotti più personalizzati al mondo è la tipica maglietta a maniche corte. Con la Personal Fabric Printer di Anker, attesa nel primo trimestre del 2027, si potrà stampare in maniera permanente su molti tipi di tessuto e non solo sulle magliette grazie all’uso di due tecnologie professionali: DTG, Direct-to-Garment, e DTF, Direct-to-Film. La prima permette di stampare direttamente sul capo ottenendo immagini morbide e traspiranti; la seconda stampa invece il disegno su una pellicola da trasferire successivamente e può quindi essere utilizzata con una gamma più ampia di tessuti ed effetti. Anker promette anche di automatizzare uno dei problemi tipici di queste tecnologie: la manutenzione dell’inchiostro bianco. Un algoritmo controlla le condizioni della testina e adatta automaticamente le operazioni di pulizia per ridurre intasamenti, interventi manuali e noie per chi deve produrre.
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