Dba accelera sulla sanità: al lavoro sulla progettazione del Day Hospital oncologico di Varese

Un intervento complessivo da 4,39 milioni di euro per riqualificare circa 1.800 metri quadrati del polo ospedaliero. Il gruppo riordina i brand e guarda al piano strategico al 2030

È anche dall’ospedale di Varese che passa uno dei tasselli della strategia di crescita di Dba Group nel settore della sanità. Il gruppo di Villorba, quotato su Euronext Growth Milan e attivo nella consulenza tecnica, nell’ingegneria, nel project management e nelle soluzioni Ict per infrastrutture e opere mission-critical, attraverso il brand Dba General Planning si è aggiudicato l’incarico per la progettazione del nuovo Day Hospital Oncologico e degli spazi destinati alla Radioterapia Metabolica dell’Asst Sette Laghi – Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese.

Il progetto si inserisce in un più ampio intervento di riqualificazione immobiliare dal valore complessivo di circa 4,39 milioni di euro e prevede il trasferimento del Day Hospital Oncologico all’interno del nuovo monoblocco ospedaliero. Sono previsti circa 1.800 metri quadrati dedicati al Dho e all’Umaca – l’Unità di Manipolazione Chemioterapici Antiblastici – oltre alla realizzazione di un nuovo reparto di Radioterapia Metabolica, con impianti e sistemi di radioprotezione specializzati. Dba curerà il progetto di fattibilità tecnico-economica e quello esecutivo. La progettazione dovrà essere completata in 120 giorni, mentre il programma complessivo di realizzazione si sviluppa su circa 31 mesi.

Per il gruppo non si tratta soltanto di una nuova commessa, ma di un progetto che si inserisce in un filone di competenze costruito negli anni nel mondo sanitario e, in particolare, nell’oncologia. «Questo progetto dell’hospital di Varese dà continuità a una serie di progettazioni e realizzazioni che abbiamo già fatto – spiega Daniele De Bettin, ceo di Dba -. Si concentra nell’ambito dell’area oncologica, dove noi abbiamo già lavorato per lo Ieo di Milano». Il riferimento è al Proton Center realizzato per l’Istituto Europeo di Oncologia, inaugurato nel 2023, una struttura altamente specializzata per la protonterapia.

A Varese, invece, la scala dell’intervento è più contenuta, ma la complessità tecnica rimane elevata. «Non è un progetto di grandi dimensioni però è molto interessante perché va a ristrutturare una parte dell’ospedale della Fondazione Macchi», racconta il manager. Il progetto coinvolge le aree per la somministrazione delle terapie oncologiche, la radioterapia metabolica e l’Umaca. L’obiettivo, aggiunge De Bettin, è duplice: «Andiamo a migliorare la qualità dei servizi dell’ospedale di Varese e, in più, ci permette di dare continuità alla nostra preparazione e alla nostra presenza in questo segmento di mercato».

L’healthcare è infatti uno dei comparti sui quali Dba intende costruire una parte della propria crescita. «Il settore healthcare rappresenta per noi uno degli ambiti di sviluppo strategico e questa nuova commessa conferma la nostra capacità di accompagnare le strutture sanitarie in percorsi di trasformazione», evidenzia De Bettin. Il posizionamento del gruppo non riguarda soltanto la progettazione. La crescente complessità degli ospedali impone di integrare spazi, impianti, tecnologie medicali e flussi operativi. È un’evoluzione che si vede anche nella diffusione della robotica in sala operatoria.

«Ci saranno sempre di più, all’interno degli ospedali, queste tecnologie innovative», osserva De Bettin. Dba non realizza direttamente i robot, ma progetta gli spazi che devono accoglierli: «C’è un impatto sul layout e sulle tecnologie costruttive, che devono tenere conto di pesi aggiuntivi e, naturalmente, di impianti diversi rispetto al passato, che permettono il funzionamento di questi robot». Il tema è indicativo di un mercato in cui l’ingegneria degli spazi sanitari deve tenere il passo con l’innovazione clinica e tecnologica.

La commessa di Varese arriva mentre il gruppo sta completando un percorso di riorganizzazione interna. Dba ha infatti lavorato al riordino dei propri brand, con l’obiettivo di rendere più leggibile la struttura del gruppo e, al tempo stesso, valorizzare competenze e identità maturate attraverso le acquisizioni. Uno dei punti centrali è il rafforzamento di General Planning, realtà acquisita un anno fa e con una storia di oltre cinquant’anni. Nell’area building General Planning opera attraverso diverse direttrici: industriale, life science, healthcare e real estate. Tra i segmenti più dinamici c’è quello dei data center, mercato che negli ultimi quattro-cinque anni ha registrato una forte accelerazione anche in Italia. A questa attività si affiancano l’industriale manifatturiero e il food & beverage, con la collaborazione con Nestlé per il progetto dello stabilimento Purina di Mantova, e soprattutto il pharma e il life science. «Sul pharma c’è molto da fare», osserva De Bettin, indicando un altro mercato nel quale il gruppo vede margini di sviluppo. Nel real estate, invece, una delle direttrici più interessanti è l’hotellerie, sostenuta anche dai processi di trasformazione del patrimonio alberghiero italiano. La frammentazione del comparto e il passaggio generazionale stanno favorendo l’ingresso e l’espansione delle grandi catene internazionali.

La riorganizzazione però non riguarda soltanto General Planning. È un intervento di gruppo che tiene conto delle acquisizioni realizzate negli ultimi anni. La piattaforma riunisce oggi diverse realtà e competenze: da Dba Sjs Engineering, con sede a Roma e focalizzata sugli ambiti portuale e marittimo, a Dba General Planning, che identifica il mercato del real estate, fino alla spagnola Dba Ifg Proyectos.

Il riordino dei brand segue una nuova fase di sviluppo per Dba Group. Nel 2026 si chiude il primo piano strategico varato dopo la quotazione in Borsa e il gruppo sta già lavorando al nuovo orizzonte 2030, che definirà le prossime direttrici di crescita. La strategia continuerà a combinare sviluppo organico, partnership e acquisizioni mirate. «Non facciamo acquisizioni solo per il gusto di incorporare altre realtà: puntiamo a rafforzarci in segmenti specifici», chiarisce De Bettin. L’obiettivo è aumentare progressivamente dimensione e capacità competitiva del gruppo.

La traiettoria trova riscontro nei risultati. Nel 2025 Dba Group ha registrato un valore della produzione di 129,8 milioni di euro, in aumento rispetto ai 115,8 milioni del 2024, mentre l’Ebitda adjusted è salito a 14 milioni, contro i 12,5 milioni dell’esercizio precedente. Più marcata la crescita dell’utile: il risultato netto è passato da 3,4 a 5,5 milioni, mentre quello di gruppo è salito da 3 a 4,9 milioni. Sul fronte finanziario, la posizione finanziaria netta a debito si è ridotta da 9,2 a 3,8 milioni. Il gruppo ha inoltre proposto un dividendo di 0,14 euro per azione, rispetto agli 0,13 euro del 2024. Per il 2026, il budget indica un valore della produzione compreso tra 134 e 138 milioni, un Ebitda tra 14,5 e 15 milioni e una posizione finanziaria netta a debito tra 2 e 3 milioni.

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