Dentro il laboratorio Huawei dove lo smartwatch prova a diventare un assistente per la salute

Al Huawei Health Lab di Songshan Lake ingegner e ricercatori provano a insegnare agli smartwatch a capire cosa succede dentro il corpo umano.

DONGGUAN (Cina)– Ci sono tapis roulant, biciclette, macchine per simulare salite e discese, piscine e vasche per le immersioni e anche campi da basket osservati da una 28 telecamere. E poi sensori ovunque, elettrodi, manichini, camere ambientali e strumenti di misura che sembrano usciti più da un centro di medicina sportiva che dalla fabbrica di uno smartphone. Il Huawei Health Lab di Songshan Lake, a Dongguan, una settantina di chilometri da Shenzhen, è entrato in funzione nel novembre 2021.

Qui ingegneri, medici e ricercatori provano a insegnare agli smartwatch a capire cosa succede dentro il corpo umano.

L’idea è semplice da raccontare e molto meno semplice da realizzare: trasformare il polso in un punto di osservazione permanente. Frequenza cardiaca, ossigenazione del sangue, elettrocardiogramma, temperatura, sonno, movimento e pressione diventano pezzi dello stesso puzzle. Huawei chiama questa architettura TruSense. Non è un singolo sensore, ma una catena che parte dall’hardware, passa dagli algoritmi e arriva ai servizi sanitari.

Il laboratorio serve proprio a costruire e verificare questa catena. Un atleta corre mentre sistemi di riferimento misurano contemporaneamente il suo corpo. Lo smartwatch raccoglie il proprio segnale. Poi i due risultati vengono confrontati. È un po’ come tarare una bilancia, con la differenza che qui la bilancia deve funzionare mentre dormiamo, corriamo o stiamo facendo una riunione.

I dati raccolti dal dispositivo vengono prima elaborati dai sensori e dagli algoritmi proprietari. Frequenza cardiaca, HRV, ECG, SpO2, movimento e sonno possono poi essere combinati per produrre indicatori più complessi: stress, recupero, rischio cardiovascolare o qualità del sonno. Con il consenso dell’utente possono entrare nell’ecosistema Huawei Health e, nei progetti di ricerca, essere utilizzati in forma regolata per costruire e validare modelli insieme a ospedali e università. Huawei dichiara oltre 180 istituti partner e più di 340 progetti di ricerca. La sua piattaforma Health conta, secondo i dati forniti dall’azienda, oltre 570 milioni di utenti.

La pressione sanguigna è il caso più concreto. Watch D2 utilizza una micro-pompa e un piccolo airbag integrato nel cinturino: si gonfia come il manicotto del medico, solo in miniatura. Può eseguire il monitoraggio ambulatoriale nell’arco delle 24 ore ed è certificato nell’Unione europea come dispositivo medico CE-MDR. Qui il wearable smette di limitarsi a stimare un parametro attraverso correlazioni ottiche e introduce una misura oscillometrica vera e propria.

La frontiera successiva è il glucosio. Ed è anche quella più difficile. Oggi alcuni smartwatch Huawei utilizzati in [...]

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