Detassate anche per il 2025 le spese per la madre non convivente ricoverata in Rsa

Dopo le modifiche apportate al Tuir dal Dlgs 148/2026 non è più necessario il requisito della convivenza per accedere al beneficio

Esentasse anche per l’anno d’imposta 2025 il rimborso delle spese sostenute da un dipendente per il ricovero della madre in una Rsa, allorché sia previsto da un piano di welfare aziendale e anche nell’ipotesi di non convivenza. Il chiarimento è contenuto nella risposta a interpello 163/2026 del 14 agosto scorso, in cui l’agenzia delle Entrate ha illustrato le novità sulla defiscalizzazione dei piani di welfare rivolti a familiari del dipendente alla luce del Decreto Omnibus (Dlgs 148/2026), il quale, modificando il comma 4-ter dell’articolo 12 del Tuir, ha corretto, con effetto dal periodo d’imposta 2025 (e quindi retroattivamente), la precedente disposizione che avrebbe considerato essenziale il requisito della «convivenza» della madre ai fini della fruizione della defiscalizzazione.

Si ricorda che il comma 2, lettera f-ter), dell’articolo 51 del Tuir prevede che non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente «le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti indicati nell’articolo 12». In questo contesto possono essere considerate esenti sia le prestazioni fornite dal datore di lavoro (anche tramite terzi) sia le somme rimborsate al dipendente.

Nel caso sottoposto alla valutazione dell’Agenzia il dubbio era legato alle modifiche apportate al comma 4-ter dell’articolo 12 del Tuir dal Dlgs 192/2025, il quale, in merito ai familiari per i quali era applicabile il rimborso non tassato compresi nell’articolo 433 del Codice civile, tra cui i genitori del dipendenti, aveva previsto il requisito della convivenza con il contribuente (o del percepimento degli assegni familiari). Tale disposizione, compreso il requisito in questione, è stata però cancellata lo scorso 7 agosto dal Dlgs 148/2026.

Alla luce di tali considerazioni e della nuova norma, l’Amministrazione Finanziaria ha ritenuto quindi che il rimborso, previsto da un piano di welfare aziendale ed erogato dal datore di lavoro al dipendente per le spese sostenute per il ricovero e l’assistenza della madre presso una Rsa, sia da considerare esenti anche laddove la madre non sia convivente con il lavoratore.

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