
Secondo uno studio la nuova terapia riduce le somministrazioni con evidenze positive su controllo glicemico, peso corporeo ed episodi di ipoglicemia
Il diabete di tipo 2 richiede trattamenti continuativi, spesso destinati a diventare via via più complessi con il progredire della malattia. La necessità di iniezioni quotidiane, il timore delle ipoglicemie e l’aumento di peso, tuttavia, possono rappresentare ostacoli all’accettazione e all’aderenza continuativa delle cure. Ma da oggi la situazione potrebbe cambiare con una sola iniezione a settimana invece di sette o più: lo promette la nuova combinazione di insulina icodec e semaglutide (IcoSema), per la quale il CHMP (Committee for Medicinal Products for Human Use) dell’Ema ha di recente apportato una modifica all’indicazione terapeutica esistente, così formulata: “IcoSema è indicato per il trattamento degli adulti con diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta alla dieta, all’esercizio fisico e ai farmaci antidiabetici orali”.
A documentare l’efficacia della combinazione settimanale IcoSema (Novo) in questa tipologia di pazienti sono i risultati dello studio Combine 4, pubblicato di recente su The Lancet Diabetes & Endocrinology. La combinazione IcoSema ha ottenuto, in tutti gli studi di fase 3, un controllo glicemico superiore a quello della sola insulina basale o della sola semaglutide, mentre rispetto allo schema di terapia insulinica basal-bolus ha dimostrato un’efficacia non inferiore. Ha, avuto, inoltre, un vantaggio sul peso corporeo rispetto ai regimi insulinici e anche le ipoglicemie clinicamente significative o gravi sono risultate significativamente ridotte rispetto ai regimi insulinici utilizzati come confronto.
“La sfida della diabetologia moderna non è soltanto disporre di farmaci sempre più efficaci, ma rendere le terapie più semplici, sostenibili e compatibili con la vita delle persone – commenta la professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia [...]

