
Dopo Piemonte ed Emilia-Romagna, anche il Veneto ha ufficialmente sospeso lo stop. Il presidente veneto Stefani: «Promessa mantenuta. Non lasciamo a piedi nessuno»
Solo la Lombardia applicherà le restrizioni alla circolazione delle auto diesel Euro 5 che sarebbero dovute entrare in vigore nelle regioni del Bacino padano dal 1° ottobre. Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto hanno optato per l’adozione di misure compensative per abbassare le emissioni.
«Promessa mantenuta. Non lasciamo a piedi nessuno». Alberto Stefani, presidente del Veneto, ha commentato con queste parole il via libera votato il 15 settembre dal Consiglio regionale alla sospensione del blocco delle auto diesel Euro 5. Il provvedimento, che inizialmente sarebbe dovuto entrare in vigore un anno fa, il 1° ottobre 2025, coinvolge i veicoli immatricolati dal settembre 2011 fino all’entrata dello standard Euro 6 nel 2015 ed era stato pensato per diminuire il livello delle emissioni in una delle aree più inquinate d’Italia e dell’intera Europa.
È fortemente contrario alla misura il leader della Lega Matteo Salvini, che si era posto l’obiettivo di evitare il blocco nell’intera Pianura padana. «Come ministro di Trasporti ho chiesto la proroga perché danneggiare chi non si può permettere di comprare l’auto o il furgone nuovo non mi sembra intelligente» ha dichiarato Salvini, avvertendo che 500mila cittadini lombardi «rischiano di rimanere a piedi».
È della stessa idea Stefani, che ha spiegato che «la tutela dell’ambiente è una priorità, ma la transizione ecologica non può essere pagata dai cittadini. Non possiamo imporre un nuovo costo a chi magari utilizza l’auto ogni giorno per andare al lavoro, accompagnare i figli, assistere un familiare o mandare avanti la propria attività. La sostenibilità deve essere anche economica e sociale».
Il governatore ha affermato che «sono centinaia di migliaia le persone che utilizzano un veicolo Euro 5 e non possiamo pensare che la risposta sia semplicemente dire loro di cambiare automobile». Tuttavia, ha proseguito, l’amministrazione regionale non rinuncerà all’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria, ma sceglierà un’altra via per raggiungerlo, adottando misure «concrete ed efficaci», a partire dallo smart working nel pubblico impiego: «Il Veneto – ha sottolineato – vuole difendere l’ambiente senza penalizzare chi lavora e senza mettere in difficoltà chi non ha la possibilità di acquistare un’auto nuova».
La prima regione del Bacino padano ad annunciare la sospensione dello stop era stata il Piemonte, che già a luglio aveva approvato a maggioranza la delibera di aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria scongiurando il blocco. Tra le misure compensative individuate dalla giunta guidata da Alberto Cirio figurano incentivi all’utilizzo dei biocarburanti HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) per il trasporto pubblico locale e per i veicoli diesel Euro 5 ed Euro 6. «Raggiungiamo l’obiettivo di ridurre le emissioni e tutela la qualità dell’aria con misure alternative al blocco degli Euro 5 – ha annunciato il presidente Alberto Cirio – perché siamo convinti che la transizione ecologica sia una sfida necessaria, ma non può ricadere sulle spalle delle famiglie più fragili e dei ceti meno abbienti».
L’Emilia-Romagna ha deciso di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 venerdì 11 settembre, annunciando che, come previsto dalla legge nazionale, è stato predisposto un pacchetto di misure alternative «per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti addirittura superiore a quella quantificabile con il blocco».
Lo stop che sarebbe dovuto iniziare il 1° ottobre avrebbe interessato circa 90mila veicoli tra Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini. Tra le misure alternative figurano il posticipo al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura e il rafforzamento, nelle fasi emergenziali per la qualità dell’aria, delle limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa. In aggiunta, la regione ha stanziato dieci milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici, con un provvedimento che è già stato presentato al ministero dell’Ambiente.
L’unica regione del Bacino padano a non aver sospeso il blocco imposto dal governo tramite misure compensative rimane quindi la Lombardia. Qui le restrizioni, che riguardano solo i comuni con una popolazione superiore ai 100mila abitanti, saranno efficaci nei giorni feriali nei principali centri urbani (Milano, Brescia, Bergamo e Monza), dove i proprietari delle vetture interessate dovranno rispettare il fermo dal lunedì al venerdì, tra le 7.30 e le 19.30. Le limitazioni per i veicoli diesel Euro 5 entreranno in vigore a partire dal 1° ottobre 2026 per le autovetture, dal 1° ottobre 2027 per le categorie M2, N1 e N2 e dal 1° ottobre 2028 per tutte le altre categorie.
I cittadini potranno verificare se il proprio veicolo rientra nelle classi soggette a limitazione sulla loro carta di circolazione o, in alternativa, inserendo la targa del proprio veicolo all’interno del Portale dell’automobilista. I mezzi potenzialmente coinvolti sono quelli immatricolati tra il 2011 e il 2015, ma l’esito effettivo dipende dalle specifiche tecniche riportate sul documento di circolazione. Per chi viola i divieti sono previste multe d’importo compreso tra 168 e 679 euro.
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