Diesel record negli Usa, il prezzo sale a 5,85 dollari e mette nei guai Trump

Il carburante per trasporti e agricoltura è aumentato del 58% in un anno: conseguenze su tutta l’economia e sul voto di Midterm

Il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti ha raggiunto i 5,85 dollari al gallone: un nuovo massimo storico dovuto alle tensioni con l’Iran e al blocco delle petroliere nello Stretto di Hormuz, oltre che alla continua riduzione dell’offerta globale da parte delle raffinerie russe. E anche il prezzo della benzina è tornato a salire, dopo la ripresa dei raid delle forze Usa sull’Iran, arrivando ieri a una media di 4,15 dollari al gallone (circa 3,8 litri), il livello più alto mai registrato negli Stati Uniti nel mese di settembre, secondo i dati ufficiali dell’AAA, l’American Automobile Association.

Per gli americani il regime di Teheran è lontano, almeno quanto la Russia di Vladimir Putin, mentre l’aumento della spesa per i carburanti è cosa di tutti i giorni: il prezzo del diesel in un anno è cresciuto del 58%, quello della, benzina del 30%, tanto da mettere in grave crisi la popolarità di Donald Trump e da complicare enormemente la campagna elettorale dei repubblicani che in novembre, nelle elezioni di Midterm, rischiano di perdere la maggioranza della Camera e forse anche quella del Senato.

Se la benzina è un problema percepito dalle famiglie, l’aumento del prezzo del diesel ha un impatto su tutta l’economia. Negli Usa, circa tre quarti del gasolio consumato viene utilizzato per il trasporto merci su strada, ed è inoltre essenziale per l’agricoltura, alimentando gran parte delle attrezzature utilizzate, soprattutto nella stagione del raccolto. Anche in Stati decisivi per le prossime elezioni come Iowa, Wisconsin e North Dakota. «Ho rimandato l’acquisto del gasolio, sperando che i prezzi calassero», dice Randy Madden dalla sua grande fattoria nello Iowa. «Ma ora, la stagione del raccolto si avvicina e – spiega con preoccupazione – dovrò spendere almeno 40mila dollari di carburante, il doppio di quanto ho speso l’anno scorso per arrivare da settembre a fine anno». Il dipartimento dell’Agricoltura ha dichiarato che i redditi degli agricoltori sono destinati a diminuire del 2,5% in termini reali nel 2026.

Le difficoltà per l’agricoltura e i trasporti sono destinate a farsi sentire sulla spesa degli americani, a cominciare dai beni alimentari, alimentando l’inflazione complessiva. «Ci stiamo avvicinando alla fase finale della campagna elettorale con i prezzi della benzina a livelli storicamente elevati, senza evidenti segnali di miglioramento: e questo preoccupa molto i politici in carica, soprattutto i repubblicani», afferma Neale Mahoney, professore di economia all’Università di Stanford, già consulente dell’amministrazione di Joe Biden.

«La benzina scenderà, il petrolio scenderà come un razzo che va nella direzione opposta non appena vinceremo la guerra con l’Iran», ha minimizzato Trump in un’intervista a Fox News. Anche le sue mosse suggeriscono tuttavia una certa preoccupazione. Nei giorni scorsi il presidente ha incontrato i vertici delle grandi compagnie petrolifere, ha annunciato una manovra senza precedenti sul petrolio del Venezuela, e ha promesso indagini contro le possibili speculazioni degli importatori e della rete di distribuzione. Ma – secondo gli esperti – difficilmente queste misure avranno un impatto immediato sui prezzi al consumo. Di certo non prima del voto Midterm.

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