Difesa, Portolano: «La pace va costruita ogni giorno con coraggio. L’AI non può sostituire l’essere umano»

Il tema della pace è stato al centro della quarta edizione de “Il Coraggio della Pace by Remind”, l’iniziativa promossa da Remind. Il ministro della Salute Schillaci: «La salute è uno straordinario strumento di pace»

La pace come infrastruttura civile della Nazione, fondata sulla sicurezza, sulla giustizia, sulla salute, sull’amore, sul lavoro, sulla libertà, sulla conoscenza, sulla verità, sulla qualità dell’informazione, sullo sviluppo e sulla fiducia nei confronti delle istituzioni. Un’infrastruttura che va costruita, mantenuta e difesa, con coraggio, giorno per giorno, attraverso una responsabilità condivisa e la capacità di far dialogare mondi differenti ma complementari. Il tema della pace è stato al centro della quarta edizione de “Il Coraggio della Pace by Remind”, l’iniziativa promossa mercoledì 16 settembre da Remind – Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione che si è svolta a Roma presso il Salone del Commendatore di Borgo Santo Spirito. Ha aperto i lavori Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce Presidente di Remind: “ Con la quarta edizione vogliamo rinnovare un impegno che sentiamo ancora più necessario: creare uno spazio nel quale governo, parlamento, istituzioni, imprese, professionisti e società civile possano incontrarsi e riconoscersi in una responsabilità comune, anche partendo da sensibilità e posizioni differenti.

Tra le persone intervenute all’incontro, nel panel dedicato agli “Operatori di pace: amore, giustizia, libertà e verità”, il generale Luciano Portolano. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa è andato subito al cuore della questione. «La pace e la stabilità – ha sottolineato – non sono conquiste definitive. Non si ereditano: si costruiscono e si difendono, giorno dopo giorno, con scelte difficili e talvolta impopolari. Costruire la pace richiede grande coraggio. E il primo atto di coraggio – ha aggiunto – è guardare il mondo per quello che è, non per quello che vorremmo che fosse. È in questo scenario che si inserisce l’invito del nostro Santo Padre: disarmare la tecnologia. Lo accolgo e mi permetto di accostarlo a parole che molti, in questa sala, conoscono meglio di me: Papa Leone parla di una pace «disarmata e disarmante». Da soldato, quelle parole non mi suonano come un rimprovero, ma mi suscitano una domanda: in che modo, nella nostra professione, possiamo disarmare la tecnologia?». Una domanda non facile, alla quale il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha dato una sua risposta: «La mia risposta è chiara – ha affermato -: assicurando che le decisioni siano prese dall’uomo; con la sua intelligenza, il suo giudizio e la sua coscienza. Perché nessun sistema di intelligenza artificiale, per quanto rapido e accurato, potrà sostituire un essere umano nel decidere se compiere o meno un’azione». Di qui, la conclusione del ragionamento: «Ripudiare la guerra – ha ricordato Portolano – non significa ignorarla, significa conoscerla abbastanza da saperla impedire».

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha declinato il valore della pace nella sua dimensione sociale e sanitaria. «La pace non riguarda soltanto le relazioni tra gli Stati – ha sottolineato – . È una condizione essenziale per la vita delle persone, per il benessere delle comunità e per la tutela dei diritti fondamentali. Tra questi, il diritto alla salute occupa un posto centrale. I conflitti producono conseguenze profonde e durature sulla salute delle popolazioni: distruggono strutture sanitarie, interrompono l’accesso alle cure, aggravano le condizioni di chi è più fragile e lasciano ferite fisiche e psicologiche che possono essere trasmesse anche alle generazioni successive. Per questo la salute è, a sua volta, uno straordinario strumento di pace. Prendersi cura delle persone significa costruire fiducia, promuovere solidarietà e rafforzare i legami che tengono insieme le nostre comunità. Il Servizio Sanitario Nazionale rappresenta, in questa prospettiva, una delle espressioni più concrete dei valori di solidarietà e coesione su cui si fonda la nostra Repubblica. Garantire a ogni persona la possibilità di essere curata, senza discriminazioni, significa affermare ogni giorno il principio della dignità umana, che trova il suo pieno riconoscimento soltanto in una [...]

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