Diminuiscono i parametri Esg agganciati alle remunerazioni dei manager

L’Università Cattolica esamina i dati della corporate governance delle società quotate

Un quadro articolato di luci e ombre, dominato dal passaggio alla nuova disciplina europea della rendicontazione e da alcune tendenze controcorrente. Il sesto Rapporto sulla corporate governance, curato da Massimo Belcredi e Stefano Bozzi per il Centro di ricerca Fin-Gov dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, traccia un quadro dettagliato delle questioni di corporate governance.

I nodi principali che emergono dal dibattito riguardano la prima contrazione della quota di compenso variabile dei vertici legata a parametri Esg, i deficit di trasparenza sui pesi dei singoli target di sostenibilità, la persistenza del divario retributivo di genere (gender pay gap) sia tra i dipendenti sia nella dirigenza, e le complessità metodologiche legate al calcolo delle emissioni Scope 3 e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ricollegandosi al primo tema richiamato nell’inquadramento iniziale, ovvero il legame tra incentivi dei manager e parametri Esg, come rileva espressamente Bozzi nelle sue slide, «la quota di remunerazione legata a obiettivi Esg è per la prima volta in leggero calo». Esaminando il livello di dettaglio fornito dalle aziende ai sensi del nuovo regolamento europeo emerge che, sebbene l’87% delle società con target Esg nei piani Mbo (gestione per obiettivi) comunichi le macro-aree e il loro peso complessivo, solo il 41% dichiara i pesi dei singoli obiettivi. A questo proposito, Bozzi evidenzia che «la disclosure per i singoli obiettivi e il loro peso individuale è ampiamente migliorabile». Tra le metriche prescelte si nota la priorità accordata al clima: la riduzione delle emissioni di gas serra è il parametro più frequente sia nei piani brevi Mbo (40% dei casi) che in quelli a lungo termine Lti (48% dei casi, affiancato al 29% per Diversity & Inclusion).

Riprendendo il tema del gender pay gap e dell’impatto sociale i dati mostrano un quadro in cui la maggiore trasparenza complessiva [...]

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