Direttiva greenwashing, passaggio storico per i prodotti certificati

«L’etica in etichetta richiede dati certi e garanzia di enti terzi indipendenti», dichiara Paolo Pastore, dg di Fairtrade Italia in occasione delle settimane che promuovono i prodotti certificati

Non è solamente una questione di prezzi “scontati” o di offerte. Ma di filiera (trasparente e responsabile), tracciabilità ed equilibrio nei rapporti di forza tra produttori e mercato: ingredienti principali di quella che viene definita la “spesa responsabile”. Sono gli elementi che caratterizzano le settimane Fairtrade, in programma dal 24 settembre al 4 novembre promosse da Fairtrade Italia e che coinvolge supermercati ed e-commerce dei brand partner con promozioni dedicate sui prodotti certificati. Per tutto il periodo dell’iniziativa supermercati ed e-commerce dei brand partner propongono promozioni dedicate sui prodotti certificati, per rendere la scelta etica accessibile ai consumatori di tutta Italia.

L’assortimento è molto ampio: caffè, cacao e banane sono gli alimenti principali, insieme a tè, riso e zucchero. A questi si aggiungono cereali per la colazione, barrette al cioccolato, succhi di frutta, biscotti, merendine, gelati, crackers e prodotti da forno.

Un’edizione che, come sottolineano i promotori, «acquista un significato particolare» perché dal 27 settembre, entra in vigore la direttiva europea EmpCo (Empowering Consumers for the Green Transition), che vieta i green claim generici in etichetta imponendo verifiche terze e indipendenti.

«L’entrata in vigore della direttiva EmpCo segna un passaggio storico: l’etica in etichetta richiede dati certi e la garanzia di enti terzi indipendenti – sottolinea Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia -. In questo contesto, Fairtrade Italia rappresenta per le imprese un partner strategico imprescindibile, capace di coniugare la tutela dei diritti dei produttori con la tracciabilità e la compliance normativa richieste dal mercato. Le Settimane Fairtrade sono pensate proprio per stimolare una scelta sempre più consapevole, trasformando ogni acquisto in un atto concreto di cambiamento lungo tutta la filiera, dal campo allo scaffale».

Due gli strumenti cardine: «Il Prezzo Minimo Fairtrade, che agisce da rete di salvataggio contro i crolli di borsa – sottolineano -, e il Premio Fairtrade, la somma aggiuntiva che le cooperative gestiscono autonomamente per finanziare scuole, cliniche e infrastrutture, garantendo stabilità laddove il mercato convenzionale genera incertezza».

Poi le consulenze su su tracciabilità, reportistica Esg e gestione dei rischi lungo la catena di fornitura.

Ad aderire all’iniziativa, alcune tra le principali insegne della Gdo a cui si affiancano altre realtà. «Per i consumatori, le Settimane Fairtrade sono il momento ideale per provare prodotti nuovi o fare scorta di quelli che già amano – conclude Pastore -. Ma per noi e per i nostri partner commerciali rappresentano molto di più: un’occasione preziosa per dare voce ai progetti che cambiano davvero la vita delle comunità agricole. Un bellissimo esempio è la partnership attivata con Action per i coltivatori di cacao in Costa d’Avorio. Lavorando insieme, stiamo portando avanti un investimento a lungo termine per trasformare in realtà il diritto a un reddito dignitoso per queste famiglie».

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