Dispositivi medici: la manovra conferma il payback, conto da 12,5 mld per le imprese

Il presidente di Confindustria DM, Faltoni: “Somme insostenibili, è inaccettabile e non staremo zitti”. Aleotti: ora superare le logiche emergenziali

“Ad oggi, con la legge di Bilancio il Governo non solo lascia intatto il meccanismo del payback, ma rende anche esigibili in tempi brevissimi somme insostenibili per le imprese: è inaccettabile e non staremo zitti”. Il presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Fabio Faltoni, ha commentato duramente la manovra presentata dal Governo durante l’Assemblea pubblica “Il MedTech per la salute e l’economia dell’Italia” riunita a Roma, parlando più volte di “incredulità e amarezza” perché il conto per le imprese è davvero esorbitante: 12,5 miliardi di euro dal 2019 al 2029 “che mettono a rischio investimenti, occupazione, capacità produttiva e, in molti casi, la sopravvivenza stessa delle aziende”.

Secondo Confindustria DM, il problema è strutturale: dal 2019 al 2025 nessuna Regione è riuscita a rispettare il tetto di spesa per i dispositivi medici e nel 2025 ben 14 Regioni lo hanno superato di oltre il 50%. Nel frattempo, ha ricordato Faltoni “più di un’impresa su due ha aumentato il proprio indebitamento: non è più sostenibile chiedere alle imprese di farsi carico retroattivamente degli sforamenti, ci aspettiamo dal Governo un percorso concreto di uscita dal meccanismo”.

In un messaggio il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ricorda comunque che nel Ddl Bilancio è stato fatto “un primo passo”: il tetto per l’acquisto di dispositivi medici viene incrementato dal 4,6% al 4,7%, garantendo circa 146 milioni in più all’anno, ed è stato previsto che lo Stato concorra alla copertura di parte degli oneri a carico delle aziende con 350 milioni l’anno dal 2028 al 2031 per un totale di 1,4 miliardi. Ma il presidente di Confindustria Dm chiarisce subito: “Presentare l’intervento dello Stato di 1,4 miliardi come un contributo alle aziende è fuorviante: questa somma è destinata a ripianare le finanze regionali e copre meno di un terzo dei 4 miliardi di payback nel solo periodo 2019-2023. Non aver toccato il meccanismo vuol dire accettare gli sforamenti da parte delle Regioni che poi le imprese dovranno ripagare”.

In media il conto del payback è pari a 1,5 miliardi di euro ogni anno e, come se non bastasse, aggiunge Faltoni “la prima rata, relativa al 2019, dovrà essere versata entro il 30 luglio 2027: è inaccettabile”. “Non resteremo in silenzio – continua il presidente di Confindustria Dispositivi Medici -: chiediamo al Parlamento di modificare profondamente la manovra e stralciare le [...]

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