
Il Gruppo nel 2027 punta ai 500 milioni di fatturato grazie ai negozi di proprietà
«Migliorare la rete vendita in cui vediamo grandissime potenzialità» anticipa Fabio Brescacin, fondatore e presidente del Gruppo NaturaSi, insegna di supermercati specializzati da oltre 40 anni nella vendita di prodotti agroalimentari bio.
Il piano è aprire nel triennio 2026-2028 una sessantina di nuovi punti vendita arrivando a circa 410 market. Ci sarà una maggioranza di inaugurazioni, alcune saranno in franchising, ma anche ristrutturazioni e ricollocazioni del negozio. Aperture che saranno soprattutto nel Nord Italia come, per esempio, a Ivrea, Milano e Bologna, oltre al Centro – Sud Italia. In quest’arco di tempo verranno investiti circa 45 milioni di euro. «Con le nuove aperture conquistiamo clienti che prima non si avvicinavano a NaturaSi e al biologico» sottolinea il presidente.
Dopo avere raggiunto i 435 milioni di euro di fatturato nel 2025 il Gruppo prevede di raggiungere i 500 milioni a cavallo tra il 2026 e il 2027. I ricavi sono realizzati sia con la parte di distribuzione al network di negozi oltre agli incassi degli oltre 175 punti vendita di proprietà.
Sullo sviluppo della bioagricolotura il Gruppo «sta mettendo molte risorse, finanziarie e umane, per sostenere l’agricoltura e avere prodotti di qualità adeguata e quantità sufficienti per i nostri consumatori – continua Brescacin -. Il nostro progetto è sostenere e impegnarci nella produzione agricola nazionale, l’anello debole della filiera che vogliamo sostenere evitando la chiusura delle aziende di produzione». A settembre il Gruppo rilancerà il progetto “Giusto prezzo”, operazione di trasparenza su quanto viene pagato agli agricoltori per alcuni prodotti agroalimentari riconoscendo un plus per il loro lavoro a tutela dell’ambiente.
Il socio di maggioranza di NaturaSì è la Libera Fondazione Antroposofica Rudolf Steiner, fondazione no profit che esercita il controllo attraverso Ulirosa spa. Accanto alla fondazione, la compagine societaria comprende investitori come la famiglia Paravicini Crespi, Bf e altri soci. «Il nostro modello societario è una “steward ownership” (traducibile in “proprietà responsabile” ndr), una struttura giuridica che – grazie al controllo della fondazione – permette di dare priorità alla missione rispetto al profitto, garantendo una gestione più stabile e coerente nel tempo» spiega Brescacin.
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