
Il ministro Pichetto Fratin: «Terremo conto della posizione dei produttori». Al centro del confronto il meccanismo di recupero delle coperture
Il decreto Bollette dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri oggi, salvo cambiamenti dell’ultima ora, dopo il rinvio deciso la scorsa settimana. A confermare l’intenzione di portare il Dl all’approvazione è stato ieri il ministro per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in occasione di un evento organizzato da Elettricità Futura, l’associazione dei produttori di energia elettrica.
Proprio rivolgendosi a quella platea, il ministro ha parlato della necessità di «definire l’applicazione dell’articolo 6 del decreto bollette che ha determinato un confronto molto serrato» con i produttori e che ha determinato «anche il rinvio» dello stesso. L’esponente di Forza Italia ha chiarito che «è stato necessario affinare le eventuali distorsioni derivanti dal provvedimento» e ha assicurato che avrebbe valutato «le interlocuzioni fra il ministero ed Elettricità Futura», lasciando intendere che alcune osservazioni avanzate dai produttori di energia elettrica potrebbero essere accolte.
Al centro del confronto c’è il meccanismo del tetto al prezzo del gas, fissato a 58,9 euro a megawattora: l’energia venduta ai clienti deve tenere conto di quel prezzo, mentre il differenziale rispetto ai valori di mercato viene bloccato. I produttori di energia ricevono il ristoro di quel gap attraverso il ribaltamento dei costi, in parte sugli oneri di sistema dei clienti che hanno contratti a prezzo variabile (fasce vulnerabili e industrie). La restante parte, in base alla versione del decreto divenuta oggetto del negoziato, avrebbe dovuto essere lasciata a carico dei produttori stessi. Una strada, quest’ultima, che non piace ai diretti interessati e che il Mase sarebbe intenzionato a correggere ipotizzando un’asticella, comunque inferiore al prezzo di mercato, rispetto al livello di costi ribaltati sui produttori in modo da recuperare su di loro solo l’eventuale differenziale tra il price cap (58,9 euro a MWh) e questa soglia, il cui valore non è stato ancora finalizzato.
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