Dopo quello distrutto in Kuwait la Difesa ordina due droni super avanzati: ecco le caratteristiche

Si tratta del modello MQ-9A Block 5 Reaper, che ha un’autonomia fino a 26 ore e può operare fino a 13.716 metri, con una capacità di carico utile di 2.087 chilogrammi

A marzo la base di Ali Al Salem in Kuwait, che ospitava anche un contingente italiano, è stata attaccata. Uno “shaed” iraniano, ossia un velivolo da combattimento senza pilota e munizioni a guida autonoma, ha colpito un capannone mandando in frantumi un “Predator/Reaper” da ricognizione appartenente alla task force aeronautica italiana. Quel mezzo, fu il commento in quelle ore del capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, era «indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato per garantire la continuità delle operazioni». Un altro di questi droni ad elevato livello tecnologico era scomparso nei cieli della Libia nel 2019.

Ora, a distanza di sette mesi, l’Aeronautica Militare ha ordinato due nuovi velivoli a pilotaggio remoto MQ-9A Block 5 Reaper prodotti da General Atomics Aeronautical Systems.«L’Aeronautica Militare Italiana – si legge in un nota dell’azienda – ha ordinato due nuovi velivoli a pilotaggio remoto (RPA) MQ-9A Block 5 Reaper alla General Atomics Aeronautical Systems, Inc. Quando i nuovi velivoli saranno consegnati alla fine del 2027, andranno ad ampliare la flotta dell’Aeronautica militare italiana. L’acquisto rientra in un accordo di vendita militare all’estero [...]

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