Dottori in food&beverage: si allarga l’offerta di corsi universitari in sinergia con le aziende

Accanto alla nascita di nuovi corsi di laura, aumentano i casi di collaborazione tra atenei e imprese del settore, da Bf a Cremonini, da Inalpi a Carlsberg

Si amplia l’offerta formativa dedicata al food, tra nuovi corsi di laurea, master executive e accordi con le imprese. Il fenomeno riguarda sia la nascita di percorsi universitari inediti sia il consolidamento di alleanze tra atenei e aziende, che scelgono sempre più spesso di formare direttamente le competenze specializzate che non trovano già pronte sul mercato del lavoro.

L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha costruito un ventaglio di percorsi dedicati al food a diversi livelli. Alla Laurea Magistrale in Food Industry Management, corso in inglese di due anni con 120 crediti formativi e la possibilità di un doppio titolo con l’Università della Svizzera Italiana, si affianca dall’anno accademico 2026-2027 la Laurea Triennale in Food Tech for Ecological Transition, realizzata con il Politecnico di Torino e articolata tra i campus di Pollenzo e Torino con un massimo di 110 iscritti l’anno. L’ateneo propone inoltre la Laurea Magistrale in Food & Planetary Health, sviluppata con l’Università di Torino e la Maastricht University su nutrizione, salute e sostenibilità, e l’Executive Master in Food Medicine, percorso di sei mesi in italiano rivolto a medici e professionisti della salute in partenza a novembre.

In Emilia Romagna il modello delle alleanze tra atenei e imprese si è consolidato nell’aprile 2025 con la nascita a Parma di Fooder – Food University of Emilia-Romagna, associazione con 18 soci fondatori tra cui tutti gli atenei emiliano-romagnoli, aziende come Barilla e il Consorzio del Parmigiano Reggiano. Il progetto può contare su un contributo regionale di tre milioni di euro e un cofinanziamento delle università di 1,5 milioni per il periodo 2022-2026, con l’obiettivo di sviluppare corsi internazionali e master interateneo in lingua inglese.

Sulla stessa linea si muove l’intesa siglata a marzo 2026 tra Politecnico di Milano e Università di Parma, che ha portato POLI.design ad avviare dall’anno accademico 2026-2027 nuove edizioni del Master in Design for Food e corsi executive tematici, riferisce l’ateneo parmense.

Pochi giorni fa BF Spa ha presentato, a Jolanda di Savoia (Ferrara), Iasa – Institute of Advanced Science for Agriculture, la prima scuola internazionale di dottorato dedicata ai sistemi agroalimentari, con status di Scuola Universitaria Superiore a Ordinamento Speciale, istituita dal Ministero dell’Università e della Ricerca e promossa dal gruppo agroindustriale nella propria azienda agraria di oltre 5mila ettari.

A novembre partirà il primo dottorato in Advanced Sciences for Agrifood Systems, di tre anni: 22 posti, di cui 12 con borsa di studio – otto riservati a candidati africani – e 10 di dottorato industriale, con residenzialità gratuita. Il rettore Pier Sandro Cocconcelli ha spiegato che l’obiettivo è «creare un ambiente nel quale la ricerca scientifica possa confrontarsi costantemente con i problemi reali».

Cremonini, gruppo leader nel settore delle carni di Castelvetro di Modena, ha avviato con Sda Bocconi School of Management il “Cremonini Next Generation Leadership Program”, un percorso di 16-18 mesi rivolto a 31 talenti interni under 40 selezionati tra le società controllate Inalca, Chef Express e Marr. Il programma prevede un kick-off iniziale e sette moduli d’aula da tre giornate ciascuno su strategia, centralità del cliente nel food retail, intelligenza artificiale a supporto delle decisioni, logistica di filiera e change management, oltre a “Field Projects” su sfide aziendali reali sviluppati in sei mesi da team interfunzionali. Massimo Lauro, responsabile risorse umane del Gruppo Cremonini, ha dichiarato che l’obiettivo è «rafforzare una cultura manageriale condivisa e prepararsi ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide che ci attendono».

Inalpi e il Politecnico di Torino hanno firmato un accordo quadro per ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico nel settore lattiero-caseario. L’intesa coinvolge ricercatori, docenti e dottorandi dell’ateneo torinese su quattro ambiti: cristallizzazione del burro per pasticceria, incapsulamento di micronutrienti termolabili, tecnologie di processo come l’High Pressure Processing e i trattamenti a radiofrequenza, e soluzioni geotermiche per l’acqua potabilizzata. È prevista anche l’attivazione di borse di dottorato e assegni di ricerca. Ambrogio Invernizzi, presidente della Holding Inalpi, ha spiegato che «il dialogo tra impresa e università rappresenta un fattore strategico per trasformare la ricerca in soluzioni concrete».

Anche i settori delle bevande e del commercio seguono la stessa direzione. Carlsberg Italia ha siglato a giugno un protocollo con l’Università di Perugia che, attraverso il Cerb – Centro di Ricerca per l’eccellenza della Birra, sosterrà la formazione degli operatori della filiera brassicola. In Alto Adige, la Libera Università di Bolzano e l’Unione commercio turismo servizi Alto Adige hanno sottoscritto un accordo-quadro di cinque anni per sviluppare percorsi di formazione continua, tirocini e progetti di ricerca applicata in diversi ambiti, tra cui quello gastronomico: il presidente dell’Unione, Philipp Moser, ha dichiarato che l’intesa rappresenta «un segnale forte per il futuro del territorio e della sua economia».

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