
Gernot Döllner, Ceo dei Quattro Anelli, smentisce possibili cessioni nei prossimi due, tre anni
La smentita arriva direttamente dall’amministratore delegato di Audi AG, Gernot Döllner, in occasione del lancio mondiale della nuova Audi A2 E-Tron. Dopo i rumors su una possibile vendita di Ducati da parte del gruppo Volkswagen, il Ceo dei quattro anelli mette, per ora, la parola stop a possibili cessioni del marchio motociclistico di Borgo Panigale nel medio termine. Rispondendo ad una domanda diretta de Il Sole 24 Ore sul futuro del marchio guidato da Claudio Domenicali, Döllner ha dichiarato: “Per quanto riguarda Ducati, a livello di consiglio a Wolfsburg abbiamo effettuato una revisione dell’intero portafoglio di investimenti e Ducati fa parte di questo processo di revisione. Non ci sarà alcuna decisione nei prossimi due o tre anni”.
Se per il momento non ci sono conferme su possibili cessioni di Ducati ma al contrario nessun cambio di proprietà nei prossimi anni, quello che è certo è come il marchio di Borgo Panigale sia cresciuto in modo esponenziale sotto la proprietà Audi, senza mai perdere ma al contrario aumentare la propria italianità. Nel 2011, ultimo esercizio completo prima dell’acquisizione, il marchio di Borgo Panigale aveva venduto poco più di 42 mila moto con ricavi per circa 479 milioni di euro. Il gruppo Volkswagen acquisì nel 2012 il 100% della società, attraverso Lamborghini e quindi sotto il controllo di Audi, per un prezzo di acquisto pari a 747 milioni di euro. Dieci anni più tardi Ducati ha superato per la prima volta il miliardo di fatturato, raggiungendo nel 2022 il record di 1,089 miliardi di euro e 61.562 moto consegnate, circa il 46% in più rispetto al 2011. Nel 2023 è arrivato anche il massimo storico del risultato operativo, pari a 112 milioni di euro con una redditività del 10,5%. Dopo tre esercizi consecutivi sopra il miliardo, il rallentamento del mercato ha riportato nel 2025 il fatturato a 925 milioni, con 50.895 moto consegnate e 52 milioni di utile operativo, valori comunque nettamente superiori a quelli precedenti all’ingresso di Audi. A rafforzare il valore del marchio contribuisce anche il motorsport, con Ducati protagonista negli ultimi anni sia in MotoGP sia nel Mondiale Superbike attraverso una lunga serie di titoli Piloti e Costruttori.
La crescita di Ducati sotto il controllo Audi ha riguardato anche l’occupazione. Nel 2012 la Casa di Borgo Panigale contava 1.197 dipendenti, mentre oggi il gruppo impiega circa 2.000 persone, con un incremento nell’ordine del 67%. Un’espansione accompagnata dal rafforzamento delle attività di ricerca e sviluppo e da una maggiore presenza internazionale, con una rete commerciale che supera gli 800 concessionari in oltre 90 Paesi. A conferma del peso industriale raggiunto dal marchio, nel 2026 Ducati ha inoltre avviato un nuovo programma di investimenti da 121 milioni di euro, destinato in larga parte a ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Numeri che contribuiscono a spiegare perché Ducati possa rappresentare un asset particolarmente interessante in caso di una futura apertura alla vendita. Al valore del marchio e alla presenza globale si sommano una redditività che negli ultimi anni ha raggiunto livelli elevati per il settore motociclistico, una gamma posizionata prevalentemente nella fascia premium e risultati sportivi che hanno rafforzato ulteriormente l’immagine internazionale del costruttore. Ducati dispone inoltre di una struttura industriale e tecnologica consolidata, con sviluppo e produzione concentrati a Borgo Panigale e investimenti già programmati per i prossimi anni. Elementi che renderebbero una eventuale cessione molto diversa dall’operazione conclusa da Audi nel 2012 per 747 milioni di euro e che potrebbero tradursi in una valutazione decisamente superiore.
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