
Il tributo da due euro si aggiunge alla tassa di tre euro introdotta lo scorso 1° luglio. L’obiettivo è coprire i costi dei controlli in crescita, ma il conto per il consumatore finale sarà ancora più salato: 12,20 euro per l’acquisto di due prodotti di categorie doganali diverse
Se in manovra verrà definitivamente messa una pietra sopra l’imposta italiana sui pacchi low cost, dal 1°novembre è entrata in vigore la handling fee introdotta dall’Unione europea con il regolamento UE 2026/2108 del 16 settembre 2026. Il contributo di due euro si applica a tutte le spedizioni provenienti da Paesi extra Ue, indipendentemente dunque dal valore della merce, con l’obiettivo di coprire i costi dei controlli doganali in aumento. In attesa dell’obbligo di utilizzo del Data Hub doganale europeo che partirà il 1°luglio 2028.
Non è l’unico balzello a pesare sugli acquisti da Paesi terzi: si aggiunge al dazio temporaneo previsto dal regolamento UE 2026/382 che si applica dal 1° luglio 2026 per due anni alle spedizioni di valore intrinseco complessivo non superiore a 150 euro, nell’ambito delle vendite a distanza di merci importate in abolizione della cosiddetta esenzione de minimis che fino a questa data tutelava le spedizioni di valore trascurabile. La tassa di tre euro si applica a ogni singola tipologia di articolo (in base alla classificazione doganale) importato anche nel caso in cui la spedizione sia congiunta. In concreto, al pacco contenente una maglietta di cotone e un maglione di lana acquistati per meno di 150 euro su una piattaforma extra Ue si applica un dazio cumulativo pari a 6 euro, visto che le voci doganali di cotone e lana sono differenti. A partire dal 1° novembre, a questo importo si aggiungeranno già i 2 euro della handling fee, per un totale di 10 euro di “extra costo” rispetto all’acquisto dei medesimi prodotti un anno fa.
Il dazio sui piccoli pacchi, chiesto a gran voce da aziende e player ecommerce europei e caldeggiata anche dalla Commissione in un raccomandazione del 2025, è stato introdotto per arginare la proliferazione di acquisti di merci di scarso valore oltre i confini dell’Unione: secondo dati diffusi dalla stessa Commissione, il numero dei pacchi di basso valore sdoganati nel mercato comunitario è quadruplicato in quattro anni, passando dagli 1,4 miliardi del 2022 ai 5,8 miliardi del 2025 (+26% sul 2024). La quasi totalità (93%) di queste spedizioni è partita dalla Cina. I primi effetti si sono già registrati a livello nazionale. Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli da gennaio a settembre 2026, le dichiarazioni di importazione emesse per pacchi extra Ue di valore inferiore a 150 euro sono diminuite del 31 per cento. Nel solo bimestre luglio-agosto, (si veda Il Sole 24 Ore del 15 settembre 2026) il calo delle importazioni low cost registrato in Italia è stato del 39% rispetto al bimestre precedente e il gettito complessivo della nuova tassa europea è stato di 83 milioni di euro. Secondo il direttore dell’Agenzia Roberto Alesse anche il nuovo contributo da 2 euro andrà a incidere sulle spedizioni low cost: «L’introduzione della handling fee europea si inserisce nella risposta dell’Ue alla crescita straordinaria dei piccoli invii ecommerce da Paesi terzi. La misura potrà incidere, soprattutto, sulle spedizioni di valore molto basso [...]
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