
L’azienda che fa capo alla famiglia Borromeo si occupa della gestione e valorizzazione di patrimoni artistici e naturalistici. Di recente ha cambiato nome
Servizi Amministrativi Gestionali. Non è un’associazione di contabili ma la precedente denominazione di Kaleon, azienda facente capo alla famiglia Borromeo e attiva nella gestione e valorizzazione di patrimoni artistici, naturalistici e museali con finalità turistiche. E infatti il nuovo nome Kaleon si ispira al vocabolo greco che significa “bello”: l’attenzione si sposta quindi dall’attività di gestione all’oggetto della gestione stessa.
Kaleon ha debuttato contemporaneamente all’Euronext Growth Milan e all’Euronext Growth Paris (prima azienda italiana a effettuare un double listing contemporaneo) l’1/12/2025, e in tale occasione solo per gli investitori in Francia è stata prevista una quota retail (in seguito, dopo l’introduzione del servizio di distribuzione diretta in Ipo, Giunti Psychometrics è stata la prima società dell’Euronext Growth Milan a riservare una quota agli azionisti retail in Italia, con debutto il 22 luglio 2026).
Attualmente, peraltro, le quotazioni del titolo Kaleon sono pressoché allineate con il prezzo di offerta in Ipo di 4 euro per azione; e questo nonostante nel primo semestre 2026 i ricavi del gruppo siano saliti del 14% a 12,3 milioni (ricordiamo che i dati del periodo non includono ovviamente l’alta stagione turistica, anche se data la natura dei beni gestiti da Kaleon la stagionalità del turismo risulta meno accentuata rispetto alle tradizionali mete balneari o montane).
La maggior parte del giro d’affari è riferita al ticketing (biglietteria), con un +10,5% a 9,3 milioni (è stata intrapresa una strategia di differenziazione dei prezzi tra giorni feriali e festivi nonché tra date “aperte” e date “chiuse”). Però la performance migliore è stata registrata dai servizi di Food & Beverage (+38,6% a 2 milioni), seguita a ruota dal Retail (+36,2% a 0,6 milioni). Per quanto riguarda gli altri servizi, che hanno generato ricavi per complessivi 0,5 milioni, sono rimasti sostanzialmente stabili: quelli dell’Hospitality a 0,1 milioni, gli Eventi sempre a 0,1 milioni e le altre attività (pedaggi presso il Parco del Mottarone, riaddebito del trasporto lacuale e ricavi diversi) a 0,3 milioni. I ricavi da “altri servizi” al 30/6/2025, pari a 0,6 milioni, includevano ancora i servizi di gestione amministrativa – da cui l’originaria denominazione sociale – scorporati a febbraio 2025.
Tra le location gestite, la fanno naturalmente da padrone le Isole Borromee del Lago Maggiore, con l’Isola Bella che ha generato un fatturato di 7,3 milioni (+16,1%) e l’Isola Madre (+4,9% a 2,5 milioni). Seguono il Parco Pallavicino a Stresa (+17,6% a 1,1 milioni), la Rocca di Angera (+1,6% a 0,7 milioni), il Parco del Mottarone anch’esso nei pressi di Stresa (+50,5% a 0,6 milioni) ed i Castelli di Cannero riaperti al pubblico dopo un restauro decennale il 28 maggio 2025, che hanno contribuito per 0,1 milioni nel primo semestre 2026. Tutte queste location sono storicamente di proprietà della famiglia Borromeo.
L’esercizio 2025 (sostanzialmente relativo a un periodo ante quotazione) si era chiuso per Kaleon con ricavi in aumento del 6,8% a 23,2 milioni (+9,2% non considerando i citati ricavi da servizi amministrativi gestionali), mentre l’ebitda adjusted è salito del 10,7% a 6,1 milioni, l’ebit è diminuito del 17,9% a 2,5 milioni (inclusi i proventi non ricorrenti per 85.800 euro la flessione è stata del 15,1% a 2,6 milioni), l’utile ante imposte è sceso del 12% a 2,4 milioni e l’utile netto è rimasto sostanzialmente stabile a circa 1,56 milioni in quanto il tax rate è passato dal 43,7% al 35,2%). Al 31/12/2025, grazie ai proventi netti dell’Ipo che sono ammontati a circa 16,5 milioni al netto dei costi di offerta), nonché a un flusso di cassa della gestione operativa positivo per 5,2 milioni, Kaleon disponeva di una liquidità netta di 3,2 milioni (indebitamento finanziario netto di 12,7 milioni a fine 2024). La contrazione dell’ebit è stata sostanzialmente determinata dall’incremento degli ammortamenti da 2,4 a circa 3,6 milioni, di cui 0,5 riferiti ai costi capitalizzati e sostenuti per la quotazione in Borsa. Non considerando tali oneri l’utile netto del gruppo [...]
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