L’azienda di intelligenza artificiale punta al 51% ma un gruppo di azionisti di TradeLab che rappresenta il 58,71% dice no. Che ruolo gioca Mare Engineering
Mission impossible? Metriks.Ai, una delle poche aziende quotate in Italia (all’Euronext Growth Milan) aventi un “core business” effettivamente incentrato sull’intelligenza artificiale, ha lanciato un’offerta pubblica di scambio su TradeLab, una sua “quasi gemella di quotazione” in quanto il debutto sul mercato delle due aziende è avvenuto a un giorno di distanza (29 maggio 2025 per TradeLab e 30 maggio per Metriks.Ai). Ed entrambe hanno beneficiato del bonus “Quota Lombardia” destinato alle Pmi che si quotano con una sede nella Regione.
Il problema, però, è che questa offerta parte già parecchio in salita. Non tanto perché – come in genere accade per le offerte non concordate – il corrispettivo non viene ritenuto congruo dal management di TradeLab, ma soprattutto perché un gruppo di azionisti TradeLab che detengono complessivamente il 58,71% del capitale sociale si è impegnato a non aderire all’offerta. Che ha una condizione di soglia minima pari al 51% del capitale sociale e, del resto, è finalizzata al delisting di TradeLab. Non servirebbe a molto nemmeno l’adesione all’offerta di Mare Engineering, che detiene il 22,39% del capitale sociale di TradeLab e che, entro il prossimo 15 novembre, dovrebbe cedere a Metriks.Ai il 95% di Workgroup Srl, società attiva nello sviluppo di piattaforme software e soluzioni digitali per le imprese.
L’importo dell’acquisizione di Workgroup Srl sarà di 7 milioni “cash”, 1 milione in azioni Metriks.Ai di nuova emissione (valorizzate 4,5 euro cadauna; attualmente il titolo si attesta intorno a 3,2 euro) e ben 10,9 milioni in obbligazioni Metriks.Ai con scadenza 30 giugno 2028 che ovviamente potranno essere convertite ma anche rimborsate in denaro. Quindi, in ogni caso Mare Engineering (che recentemente ha annunciato il translisting all’Euronext Milan – preferibilmente segmento Star – entro 12 mesi) diventerà azionista di Metriks.Ai.
Se Mare Engineering, in relazione a un’offerta pubblica, vi dice qualcosa è perché è stata protagonista di quella che finora è stata la più combattuta Opa (in denaro, però) all’Euronext Growth Milan: il tentativo di scalata a Eles. Dopo ripicche varie e ripetuti rilanci, non ha “vinto” nessuno dei due contendenti al controllo di Eles: né l’ex azionariato di riferimento né Mare Engineering. Eles oggi fa capo a un gruppo di private equity entrato successivamente nell’orbita di Equita ed è stata comunque oggetto di delisting il 24 aprile 2026. Mare Engineering però, aderendo alla fine all’offerta su Eles lanciata da Xenon Aifm Sa, ha conseguito una plusvalenza di circa 5,6 milioni che ha potuto impiegare per la sua strategia di crescita per linee esterne.
Sulla carta l’Ops di Metriks.Ai (0,667 azioni Metriks.Ai di nuova emissione per ogni azione TradeLab conferita all’offerta) ha certamente senso: TradeLab opera nel settore del business analytics e consulting e dispone di piattaforme digitali proprietarie (Tool e Knowledge Hub) che consentono di coprire tutta la catena del valore necessaria a supportare i processi decisionali delle aziende clienti.
In particolare, secondo Metriks.Ai, l’acquisizione di TradeLab apporterebbe competenze distintive nell’anlisi dei dati aziendali, nella “retail intelligence” (analisi dei dati degli operatori al dettaglio) e nella consulenza strategica. Ma non è stata effettuata alcuna “due diligence” su TradeLab e di conseguenza le sinergie attese dall’aggregazione non sono state quantificate puntualmente, anche se in termini di ricavi sono essenzialmente costituite dal “cross selling” dei prodotti e servizi dei due gruppi e in termini di costi dalla condivisione delle infrastrutture tecnologiche e degli investimenti in ricerca e sviluppo, oltre (ma solo in caso di delisting di TradeLab) dalla riduzione degli oneri connessi allo status di società con azioni ammesse alla negoziazione.
Ovviamente il management di TradeLab, nel ritenere inadeguata l’Ops di Metriks.Ai, ha sottolineato proprio la mancata quantificazione delle sinergie raggiungibili né delle loro eventuali tempistiche. Metriks.Ai ha sottolineato di non prevedere impatti negativi sui livelli occupazionali di TradeLab e di volerne assicurare la continuità gestionale, ma anche in questo caso non sono stati predisposti piani industriali specifici.
Se questa Ops si tradurrà in un duello come quello tra Mare Engineering ed Eles (e ora, sull’Euronext Milan, anche tra Icop e Webuild per il controllo di Trevifin), oppure se semplicemente non sarà raggiunto il quorum di adesioni sufficiente, sarà tutto da vedere. Nel frattempo va ricordato che Metriks.Ai ha chiuso il primo semestre 2026 con risultati molto brillanti, con ricavi balzati del 53% a 5,6 milioni, mentre l’ebitda ha [...]
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