Einstein Telescope a Sos Enattos: dopo l’attentato ai ricercatori la comunità si mobilita per il progetto

Nonostante l’incendio alle auto di due scienziati, il progetto di interferometro sotterraneo per le onde gravitazionali prosegue con il sostegno di istituzioni e cittadini

Prima l’attentato ai due ricercatori, poi la solidarietà. E la determinazione ad andare avanti nonostante le minacce. Il progetto per l’Einstein Telescope, ossia la sfida per lo studio e cattura delle onde gravitazionali attraverso l’interferometro più grande al mondo da installare a più di 200 metri di profondità nelle gallerie della miniera dismessa di Sos Enattos a Lula nel nuorese, non si ferma.

L’episodio del 1 agosto, quando le auto di due ricercatori che si erano trasferiti nel paese sono state date alle fiamme, non ha scoraggiato la comunità scientifica che ha ricevuto la solidarietà dell’intera comunità di Lula e del nuorese.

Sull’episodio sono state avviate le indagini e gli inquirenti sono alla ricerca di elementi utili per ricostruire quanto avvenuto. Anche alla luce di quanto avvenuto in passato. Tre anni fa, infatti, venne trovata una bomba inesplosa a Sos Enattos: per quel fatto per cui era stato aperto fascicolo per terrorismo.

Nel frattempo, però è partita una vera e propria mobilitazione sia in “difesa” dei ricercatori, sia a sostegno del progetto che ha l’obiettivo di far rinascere il sito minerario seguendo un percorso di ricerca scientifica di alto livello.

Il 5 agosto, a Lula, si è riunito il Consiglio comunale straordinario, aperto alla partecipazione della cittadinanza e convocato dal sindaco Mario Calia come momento di confronto pubblico.

Condanna e solidarietà dall’intero arco istituzionale com Regione e Governo nazionale. Dalla ministra Anna Maria Bernini la condanna all’attentato e il sostegno al progetto alla luce del fatto che «la candidatura italiana è la migliore possibile dal punto di vista scientifico» nella corsa ad ospitare il rilevatore di onde gravitazionale, progetto di rilievo mondiale. La Comunità scientifica, ricordando la presenza dal 2010 ha manifestato la volontà e determinazione «di andare avanti con il programma».

Il progetto, prevede investimenti per 1,4 miliardi di euro e ricadute per 6 miliardi. La Sardegna è in corsa con un sito del Limburgo e con la Sassonia che, più che avversaria sta diventando alleata giacché potrebbe svilupparsi proprio attraverso una sorta di allineamento dei due siti.

Nel frattempo, nel nuorese vanno avanti gli interventi che riguardano l’infrastrutturazione del territorio e sono partiti i bandi per le opere propedeutiche agli interventi.

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