
Gli esuberi scendono a 1.190 da 1.250, dopo altre 60 uscite volontarie. Allo studio diversi strumenti, tra cui i contratti di espansione. A Cerreto d’Esi i sindacati chiedono di mantenere la produzione fino all’arrivo di un nuovo investitore
Nell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra Electrolux e i sindacati il primo passo avanti è stato registrato sul fronte degli esuberi: grazie a 60 uscite volontarie incentivate sono scesi da 1.250 a 1.190, compresi i 150 lavoratori di Cerreto d’Esi. Questo però non basta per i sindacati che sollecitano un’ulteriore riduzione, come anche altri strumenti per costruire un accordo che si è rivelato molto complicato: tra questi Fiom, Fim e Uilm indicano i contratti di espansione che chiedono al Governo di rifinanziare, come anche di sostenere gli ammortizzatori che potranno essere utili per affrontare l’ultima curva del negoziato. Per i sindacati, in tutti i casi è dirimente la volontarietà delle uscite. I prossimi incontri sono stati fissati per il 2 e il 3 novembre e per Fiom, Fim e Uilm saranno decisivi per capire se si può arrivare a un accordo complessivo. Questo il punto a cui è arrivata la trattativa in serata.
La situazione più delicata è quella del sito di Cerreto d’Esi di cui la multinazionale aveva annunciato la chiusura. I sindacati hanno chiesto un impegno vincolante a mantenere gli attuali livelli produttivi fino all’arrivo di un investitore. E poi di prevedere una soglia massima di utilizzo [...]
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