Emergenza incendi, in Sicilia e Sardegna  inizia la conta dei danni ma l’attenzione resta alta

Oltre alle alte temperature, gli incendi. Negli ultimi due giorni Sardegna e Sicilia, oltre a qualche altra regione, hanno dovuto fare i conti con i roghi. L’ultimo episodio in Sardegna dove le fiamme sono divampate a San Teodoro, vicino alla spiaggia de La Cinta. Per precauzione, sul posto sono intervenuti i rappresentanti del Corpo Forestale assieme a Vigili del fuoco e volontari. Per precauzione è stata disposta l’evacuazione di un’azienda agricola e una famiglia. Le fiamme, sul posto carabinieri, squadre di Forestas e barracelli, hanno lambito anche diverse auto parcheggiate vicino alla spiaggia.

Per un primo bilancio bisogna ancora aspettare mentre già si conoscono i risultati del rogo che i giorni scorsi ha colpito l’Ogliastra: in questo caso le fiamme divampate nella zona boschiva tra Arzana ed Elini hanno distrutto circa 300 ettari di vegetazione, pari a quasi 420 campi di calcio. Sul caso la Procura di Lanusei ha anche aperto un fascicolo ipotizzando una possibile origine dolosa. Nella zona anche l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi per il punto sugli incendi scoppiati in Sardegna.

Dall’inizio dell’estate nell’isola sono stati registrati oltre 1.550 roghi per un totale di 10mila ettari ridotti in cenere.

A fare i conti con gli incendi e gli effetti delle fiamme anche numerose località della Sicilia, dalla provincia di Catania a quella di Trapani per continuare con Palermo. «A causa delle elevate temperature e dei forti venti di questi giorni, tutto il territorio regionale è stato interessato da numerosi incendi di vegetazione, sterpaglie e aree boscate – fanno sapere con una nota i Vigili del fuoco – . Dal pomeriggio di venerdì fino ad oggi sono poco più di 800 gli interventi del personale Vigili del fuoco per l’estinzione di incendi di vegetazione. Per far fronte aquesta situazione, è stato immediatamente potenziata la presenza di unità sul territorio».

Gli eventi di maggior rilievo a Porto Palo, Casteltermini, Sciacca e Santa Margherita Belice. E poi Polizzi Generosa, Ciminna, Caccamo, Borgetto e Belmonte Mezzagno . Interventi a Torre Makauda, Partanna e Poggioreale, Mazzarino; Valguarnera Caropepe e altri ancora.

A prendere posizione sono le organizzazioni sindacali che, con tre note differenti, manifestano preoccupazione per gli effetti degli incendi e, allo stesso tempo, sollecitano interventi finalizzati alla prevenzione di nuovo roghi.«In questi giorni sono andati in fumo migliaia di ettari di bosco, la Sicilia dunque è più povera e il territorio più esposto ai prevedibili effetti nefasti di eventi climatici estremi, possibili appena le temperature scenderanno – sottolinea Tonino Russo, segretario generale della Cgil Sicilia -. C’è un’emergenza che fa da cornice a tutte le emergenze che pur vanno affrontate come quella che riguarda il comparto agricolo che ha subito danni ingenti: questo si chiama cambiamento climatico». Per i segretari di Palermo Trapani della Cisl, Federica Badami, e di Fai Cisl, Massimo Santoro «serve una seria programmazione con un piano straordinario di prevenzione e manutenzione del territorio,, il potenziamento del sistema antincendio con più mezzi, più squadre, più presidi e risarcimenti per chi ha perso tutto». Sulla stessa lunghezza d’onda la segretaria della Uil Sicilia, Luisella Lionti, ed Enzo Savarino, segretario della Uila Sicilia che chiedono maggiore prevenzione.

Articoli correlati