Emirates, traffico in ripresa ma gli utili semestrali crollano del 66%

La guerra in Medio Oriente pesa sui conti della compagnia del Golfo. La compagnia di Dubai risente delle restrizioni dello spazio aereo e del prezzo del carburante

La guerra in Medio Oriente presenta il conto anche a Emirates. La principale compagnia aerea di Dubai ha registrato una contrazione del 66% dell’utile netto nel primo semestre dell’esercizio finanziario 2026-2027, penalizzata dalle ripercussioni del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sul traffico aereo regionale e dal forte aumento dei prezzi del carburante.

Nei sei mesi conclusi il 30 settembre, l’utile netto si è attestato a 3,3 miliardi di dirham, pari a circa 903 milioni di dollari. In flessione anche i ricavi, scesi del 13% a 56,9 miliardi di dirham, nonostante il contributo positivo del comparto cargo e una domanda di viaggi che il gruppo ha definito ancora solida nei diversi mercati di riferimento.

A condizionare i risultati è stato soprattutto il deterioramento del contesto operativo nell’area del Golfo. Le restrizioni e le chiusure intermittenti degli spazi aerei di diversi Paesi hanno provocato ritardi, cancellazioni e deviazioni dei voli, modificando i collegamenti internazionali e i flussi di traffico attraverso uno dei principali hub mondiali del trasporto aereo.

Le compagnie del Golfo, tra i maggiori operatori globali del settore, hanno progressivamente ripreso parte delle attività, ma il quadro resta incerto. Le recenti offensive degli Houthi yemeniti, movimento sostenuto dall’Iran, contro obiettivi in Arabia Saudita hanno ulteriormente complicato le prospettive di un ritorno alla normalità.

«I primi sei mesi del 2026-2027 hanno presentato sfide significative per le attività di Emirates», ha dichiarato Emirates Group, la holding con sede a Dubai, sottolineando [...]

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