“En el camino“, intenso road movie messicano

Nelle nostre sale il film che ha vinto il concorso Orizzonti alla Mostra di Venezia 2025

Uno dei film messicani più premiati degli ultimi anni è tra le novità del weekend in sala: è uscito questa settimana nei nostri cinema “En el camino” di David Pablos, presentato alla Mostra di Venezia 2025, dove ha conquistato il Premio per il Miglior Film nella sezione Orizzonti e il Queer Lion 2025.

“En el camino” ha poi partecipato a diverse altre kermesse internazionali, vinto altri premi e ora è anche il candidato ufficiale del Messico agli Oscar 2027.

Al centro della trama c’è Veneno, un giovane spacciatore ribelle che frequenta le locande lungo le strade statali del nord del Messico, dove passa le notti tra camionisti e figure criminali. Avendo urgente bisogno di un passaggio, una notte incontra Muñeco, conducente di camion duro e riservato, e lo convince a portarlo con sé nel mondo difficile e machista dei trasporti a lungo raggio. Mentre viaggiano insieme, tra i due si crea un’inaspettata intimità e riaffiorano le ombre del passato di Veneno, mettendo a rischio la vita di entrambi.

Arrivato al suo quarto lungometraggio, Pablos raggiunge una buona maturità registica e narrativa con questo road movie intenso e avvincente, che ha uno sviluppo drammaturgico del tutto diverso da quello che potremmo aspettarci inizialmente.

Se è abbastanza immediato percepire nel film un buon livello di tensione, si arriva però a scoprire un curioso lato sentimentale, attraverso un incontro che sfida le regole di un mondo dominato da codici rigidi di una certa mascolinità.

È una storia d’amore in un contesto estremamente complicato e ostile quella che racconta questa pellicola coraggiosa e intimista, capace di trattare con naturalezza un ambiente tutt’alto che semplice.

Mescolando il costante senso di minaccia con la presenza evidente di un fortissimo desiderio, “En el camino” unisce toni e generi diversi, arrivando a essere difficilmente etichettabile e a rappresentare una delle visioni più originali degli ultimi mesi.

Peccato soltanto che la narrazione cada in qualche didascalismo di troppo, dovuto probabilmente alla necessità del regista di spiegare a fondo alcune dinamiche, che limita in parte il coinvolgimento.

Pablo ha però il notevole merito di costruire dei protagonisti molto sfaccettati e di inquadrarli in maniera davvero efficace all’interno degli spazi – spesso claustrofobici – che sceglie di mettere in scena.

La violenza, inoltre, emerge lentamente, seguendo una crescita costante con una rappresentazione mai eccessiva o inutilmente iperbolica.

Tra le novità in sala c’è anche il francese “Santiago – Un cammino per ricominciare” di Yann Samuel.

Protagonisti sono Adam, un adolescente dalla vita turbolenta, e Fred, una professoressa che sta attraversando un periodo difficile. I due non si conoscono ma, grazie a un’associazione, intraprendono insieme il cammino di Santiago di Compostela. Lei ha bisogno di rimettere ordine nella sua vita, lui di placare la sua rabbia e il suo sentimento di abbandono. Chilometro dopo chilometro, lungo le incantevoli tappe del cammino, tra scontri, stanchezza e momenti felici, i due costruiscono a poco a poco un legame delicato.

Film di buoni sentimenti che alterna sequenze sincere e toccanti ad altri passaggi eccessivamente costruiti a tavolino, “Santiago – Un cammino per ricominciare” è un classico feel-good movie, che porta con sé i canonici pregi e difetti di questo tipo di filone.

Tratto dal romanzo “Marche et invente ta vie” di Bernard Ollivier, il film prende qualche scorciatoia di troppo in fase di sceneggiatura, seppur la psicologia dei due personaggi principali sia credibile e la prova di Alexandra Lamy risulti intensa al punto giusto.

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