Enoturismo: l’Umbria scommette sulle nuove rotte del turismo internazionale

A Montefalco confronto sulle strategie per lo sviluppo del settore enologico regionale. L’Umbria può rafforzarsi grazie alla strategia Ue di rilancio delle aree interne

Il vino volàno di turismo o il turismo leva per rilanciare il vino? È l’interrogativo sul quale nei giorni scorsi a Montefalco (Perugia) si sono confrontati imprenditori, amministratori locali, ricercatori e opinion leader nell’incontro dal titolo “Il valore del vino: economia, territorio, qualità. Quale futuro?” organizzato da Coldiretti Umbria. Un incontro nel quale si è cercato di tracciare una traiettoria di sviluppo per un comparto cardine dell’economia umbra.

Un settore che può contare su 13mila ettari di vigneto e una produzione media di 500mila ettolitri (13 Doc, 2 Docg e 6 Igt) oltre ad aziende con brand riconosciuti come la Arnaldo Caprai (artefice della riscoperta del Sagrantino di Montefalco) o come la Lungarotti di Torgiano che vanta, nella propria cantina, uno dei primi musei del vino in Italia. Senza dimenticare che a cavallo tra Umbria e Lazio c’è un altro pezzo da 90 del vino italiano, l’azienda Famiglia Cotarella fondata dall’enologo di fama internazionale Riccardo Cotarella assieme al fratello Renzo.

Il vino umbro ha ora la possibilità di mettere a frutto le proprie potenzialità grazie alle nuove rotte del turismo. Secondo i dati della piattaforma [...]

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