Enoturismo, per crescere servono più punti di contatto tra domanda e offerta. Linea diretta Germania-Toscana

Alla seconda edizione di Fine #WineTourism Marketplace Italy cento operatori incontrano i buyer internazionali in un evento nato per concentrarsi sullo sviluppo del settore: da un lato servono più sinergie sul territorio, dall’altro un maggior coinvolgimento di tour operator e agenzie

Mentre trecento produttori italiani cercano il rilancio negli Stati Uniti a Vinitaly Usa e proprio dal palco di New York molti rilanciano come centrale l’importanza dell’enoturismo per lo sviluppo futuro della viticoltura nazionale, a Riva del Garda cento espositori (il 30% in più dello scorso anno quando si svolse la prima edizione) si sono dati appuntamento per Fine #WineTourism Marketplace Italy, evento focalizzato specificatamente sull’offerta ricettiva delle cantine e sulla creazione di un luogo di incontro con i buyer internazionali (una novantina le presenze).

L’enoturismo rappresenta infatti sempre più un’opportunità di crescita e di sviluppo per molte aziende vitivinicole, poiché consente di diversificare i ricavi attraverso l’accoglienza e le esperienze in cantina, favorendo al tempo stesso la vendita diretta e una maggiore marginalità. Inoltre genera un potenziamento del legame tra vino, paesaggio e cultura locale, innescando meccanismi virtuosi di valorizzazione e tutela di territori e paesaggi. Secondo le stime Nomisma diffuse durante la scorsa edizione di Vinitaly, le attività di accoglienza contribuiscono in media per oltre il 20% del fatturato delle cantine italiane per un business di oltre 3 miliardi.

«L’enoturismo racconta l’Italia più autentica, lega il vino ai territori, alle comunità, alle identità. Nella prima edizione avete messo a segno numeri importanti e in questa edizione otterrete sicuramente risultati migliori. Siete il primo salone B2B interamente dedicato all’enoturismo. Il Ministero sostiene con convinzione questa filiera: l’esperienza legata al vino, infatti, aiuta a destagionalizzare e a portare ricchezza ai nostri borghi più belli», ha dichiarato Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, intervenuto con un videomessaggio in occasione dell’inaugurazione del Salone.

La fiera è anche il momento per analizzare più da vicino le caratteristiche e i cambiamenti del mercato. Nell’analisi presentata da Roberta Garibaldi (fondatrice e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico) emerge la centralità dell’area Dach (Germania, Austria e Svizzera). Si tratta di tre mercati strategici per l’Italia che messi assieme rappresentano quasi il 35% delle presenze straniere. Paesaggio rurale, autenticità e gastronomia guidano le loro scelte di viaggio. Il 73% ha già partecipato a esperienze enoturistiche (il 59% ne ha fatta più di una) e il 61% è disposto a spendere 40 euro per una visita guidata in cantina con degustazione. Ma – sottolinea la ricerca – l’interesse si estende oltre l’assaggio: il 27% ha visitato cantine a conduzione familiare, il 25% ha scelto aziende vinicole dotate di ristorante per pranzare o cenare e una quota identica ha acquistato vino direttamente dal produttore a prezzi ritenuti interessanti. Si conferma così il ruolo della cantina non soltanto come luogo di degustazione, ma anche come spazio di relazione, ristorazione e vendita diretta».

Il soggiorno enoturistico tende ad avere una durata significativa: «il 72% dei viaggiatori Dach che hanno effettuato viaggi alla scoperta dei territori del vino con pernottamento dichiara una permanenza di almeno quattro giorni, mentre il 36% si colloca nella fascia tra cinque e sette giorni. Il 59% visita una o due cantine durante il soggiorno, confermando che il vino viene spesso inserito in una vacanza più ampia, insieme ad altre attività turistiche».

Per quel che rigurda le mete la Toscana resta protagonista assoluta: il Chianti è la destinazione più desiderata, indicata dal 38% degli intervistati, seguito da Montepulciano con il 33%. Al terzo posto si colloca l’Etna, con il 23%, davanti a Montalcino (20%). La graduatoria prosegue con Bolgheri, Valpolicella e Costiera Amalfitana, tutte al 18%, seguite dalle Cinque Terre (16%), dal Monferrato, dalla Valdichiana e dalla Gallura (14%).

«I mercati di Germania, Austria e Svizzera rappresentano una risorsa consolidata per l’Italia, ma ci invitano anche a ripensare il nostro modello di [...]

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