Entrate fiscali: Spagna a +10,4% rispetto al 2025, +2,1% per l’Italia (ma pesa l’argine al caro-energia)

Il Bollettino delle entrate tributarie internazionali del Mef registra un aumento tendenziale del gettito fiscale rispetto all’anno passato in tutti i paesi coinvolti nello studio (Regno Unito, Francia, Portogallo, Irlanda e Germania, oltre a Spagna e Italia). Pesano sul risultato italiano gli interventi per arginare il caro energia

Nel primo semestre del 2026 è stata la Spagna – tra i paesi considerati dal Bollettino delle entrate tributarie internazionali del Mef – a registrare l’aumento più netto del gettito tributario rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, con una crescita del 10,4 per cento. Sono state positive anche le performance degli altri stati europei coinvolti nello studio, basato sui dati pubblicati mensilmente sui siti delle amministrazioni competenti. Segue la Spagna il Regno Unito, che registra un gettito in aumento dell’8,4 per cento. Al terzo posto, significativamente distaccata dalle prime due posizioni, troviamo la Francia (+3,2%), e poi Italia (+2,1%), Portogallo (+1,9%) e Irlanda (+1,2%). Fanalino di coda della classifica è la Germania, che ha realizzato un incremento dello 0,8 per cento. Dal report emerge poi una crescita generalizzata del gettito dell’Iva per tutti i paesi analizzati.

L’Italia si piazza quindi al quarto posto del ranking. Secondo il report, la distanza dai risultati ottenuti da Madrid, Londra e Parigi è così marcata soprattutto a causa delle misure adottate dal governo per arginare gli effetti del caro energia. Tra le imposte indirette, infatti, se da un lato crescono i gettiti dell’Iva (+3,7%), dell’imposta di registro (+1,8%) e dell’imposta di bollo (+5,2%), diminuiscono quelli dell’accisa sull’energia elettrica (-14,9%) e dell’accisa sugli oli minerali (-9,5%). Questa dinamica – si legge nello studio – è da ricondurre agli «interventi normativi adottati per contrastare l’aumento dei costi energetici».

Tra le imposte dirette, invece, aumentano sia le entrate dovute all’Irpef (+2,1%) sia quelle dovute all’Ires (+4,1%). La crescita tendenziale complessiva del 2,1% registrata in Italia è infatti il risultato della combinazione della dinamica dell’andamento delle imposte dirette (+1,4%) e di quelle indirette (+3,0%).

In Spagna il miglioramento dei tassi di variazione tendenziale rispetto al 2025 è trainato dalla crescita a due cifre del gettito proveniente dalle imposte dirette (+14,8%). Crescono anche, seppur in maniera più contenuta, gli introiti delle imposte indirette (+5,8%). L’incremento dell’80,2% del gettito dell’imposta sulle società è in parte bilanciato dal brusco calo evidenziato dall’imposta sull’energia elettrica (-30%). Positivo il risultato dell’Iva (+8,4%). Anche nel Regno Unito sono le imposte dirette a guidare la crescita, registrando un +12,8%, a fronte di un aumento del 2,9% del gettito dovuto a quelle indirette. E anche in questo caso le entrate provenienti dall’imposta sul valore aggiunto salgono (+3,9%).

In Francia, tra le imposte dirette cresce sia il gettito dell’imposta sui redditi da lavoro (+2,6%), sia quello dell’imposta sulle società (+0,2%). Secondo il report, la performance positiva delle entrate tributarie francesi è da attribuire in parte alle agevolazioni contenute nelle ultime riforme fiscali, e specialmente nelle Leggi di bilancio 2025 e 2026, «ispirate a redistribuzione e imposte su grandi imprese e patrimoni».

In Portogallo spicca il risultato del gettito dell’Iva (+7,9%), mentre si riduce nettamente quello dell’imposta sui redditi delle società (-16,7%), che cresce invece in Irlanda (+4,7%), dove però diminuiscono le accise (-6,5%) e l’imposta di bollo (-3,6%). Anche Dublino registra poi un aumento significativo dell’imposta sul valore aggiunto, con un +7,5 per cento.

È la Germania a ottenere i risultati peggiori, specialmente a causa della diminuzione del gettito dell’imposta sui motoveicoli (-0,9%), dell’imposta speciale sul tabacco (-15,0%), dell’accisa sui prodotti alcolici (-18,8%) e dell’imposta sull’energia elettrica (-23,3%). Cresce del 2,7% il gettito dell’Iva.

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