Essence Hotel accelera lo sviluppo della rete e apre al segmento business

Il 27 agosto al via le sottoscrizioni del bond da 15 milioni per sostenere la crescita del gruppo di boutique hotels

Nata appena quattro anni fa, Essence Hotels si prepara a chiudere il 2026 con un fatturato di 10 milioni di euro, 400 dipendenti e nove strutture, di cui sei avviate solo quest’anno. «La mia ambizione è di arrivare a dieci hotel nel 2027», spiega Antonio Cafarelli, ceo di Essence Corporate Company, la società di diritto lussemburghese che controlla Essence Hotels.

Un’accelerazione favorita sicuramente dalla stagione d’oro del turismo in Italia, e in particolare dalla crescente domanda di strutture e servizi di ospitalità di alta gamma, ma anche dalla strategia di crescita del gruppo. «La formula funziona», osserva Cafarelli, che prima di lanciare il suo brand ha lavorato per 30 anni nel settore hospitality e turismo. «L’idea nasce nel 2022 dal mio desiderio di declinare tanti anni di esperienza in diversi ambienti del settore in una ospitalità più vicina possibile all’ospite e alla sua esperienza. Il nostro payoff è “feel like home”: vocliamo che i nostri clienti si sentano a casa propria in un modo moderno, ovvero “chic”, “lively” e “unconventional”, quindi in un ambiente sofisticato ma al tempo stesso informale e rilassante». Si tratta di boutique hotel con un numero di camere tra 60 e 120, in cui il concetto di assistenza all’ospite, cura e premura, sono fondamentali.

Le strutture (tranne due, che sono state acquisite) sono gestite con contratto di affitti in concessione, di lunga durata (circa 20 anni).

Il secondo fattore di accelerazione è (e sarà) di tipo finanziario: la società ha appena collocato sulla Borsa di Vienna un bond da 15 milioni di euro per sostenere le future operazioni di sviluppo, con cedola annua fissa del 9%, un valore nominale di 100 euro per obbligazione, inizio delle sottoscrizioni il 27 agosto prossimo e scadenza fissata al 27 agosto 2031. L’operazione è stata seguita da Francesco Guarnieri, Founder di Guarnieri & Partners Law Firm, in qualità di legal advisor e Luca Lo Po, alla guida del team di Capital Market in Ashurst Perkins Coie.

Il piano di sviluppo prevede l’acquisizione e la ristrutturazione di altri resort, sempre in una logica di catena alberghiera internazionale, ma fortemente focalizzata sulle destinazioni italiane, sebbene non siano escluse mete estere considerate “imprescindibili” per il tipo di clientela a cui Essence Hotel si rivolge. Il gruppo ha già aperto un resort di 26 stanze nell’isola di Zanzibar e guarda a location come Kenya o Maldive.

«Ma l’Italia prima di tutto, anche perché in questi anni, con tutto quello che accade nel mondo, l’Italia è considerata una delle mete più stabili anche per gli investitori», osserva Cafarelli. Il tema delle destinazioni è fondamentale: la prima struttura è stata, nel 2023, Essence Favignana, nell’isola siciliana, con 78 camere, seguita da Essence Pantelleria e poi da Essence Maremma Toscana, acquisita quest’anno dopo due anni di gestione: un resort a Borgo Magliano, di fronte all’Isola del Giglio, con 122 camere, che a ottobre sarà interessato da importanti interventi di ristrutturazione.

Quest’anno l’esplosione: a gennaio ha aperto Essence Zanzibar, a marzo un Marina Holiday Essence Sicily Castellammare del Golfo (tra Punta Raisi e San Vito lo Capo), ad aprile Essence Isola d’Elba. Il 1° novembre prossimo arriverà una struttura sulle Alpi Svizzere (a San Bernardino): Essence Swiaa Alps, con 120 camere, aperta tutto l’anno. A dicembre dovrebbero aprire un hotel sulle Alpi Piemontesi, a Bardonecchia, con 92 camere a 2000 metri (la trattativa è in fase di chiusura) e e una struttura in una città d’arte, il primo City hotel del gruppo, che aggiunge il segmento “business” a quello “leisure” fin qui cavalcavto. «Sarà a Verona e, per le prossime aperture, cerchiamo strutture in città d’arte come Roma, Venezia o anche Milano: l’idea è che un nostro ospite, ad esemoio, di Favignana, si innamori a tal punto dei nostri alberghi che decide di tornarci anche quando è in viaggio per lavoro», spiega Cafarelli.

L’idea di aprirsi ai «City Hotel», con destinazioni aperte dunque tutto l’anno, è funzionale anche al progetto di destagionalizzare il business, utile non solo a far crescere il fatturato, ma anche ad assicurare la continuità delle competenze professionali che, sottolinea il ceo, in una proposta di questo genere sono fondamentali.

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