Eurallumina, vertenza senza sbocco: lavoratori e sindacati pronti alla mobilitazione

L’Eurallumina di Portovesme è l’azienda primo anello della filiera dell’alluminio, controllata dalla russa Rusal; ora rischia l’insolvenza

Pronti alla mobilitazione perché «la pazienza è finita». Ad annunciare la ripresa delle iniziative di protesta sono i lavoratori dell’Eurallumina di Portovesme, l’azienda primo anello della filiera dell’alluminio, controllata dalla russa Rusal, che ora rischia l’insolvenza. L’impresa, che si occupava sino alla fermata del marzo 2009 della trasformazione della bauxite in allumina (da cui si ricava poi l’alluminio primario), deve fare i conti con il congelamento dei fondi per via delle sanzioni alla Russia. Una situazione finita al centro di diverse controversie e ricorsi al Tar che ha visto poi la Rusal sospendere le erogazioni verso la controllata, circa 2,4 milioni di euro al mese, e congelare il piano di rilancio che vale oltre 350 milioni di euro.

Da qui il rischio insolenza perché, come denunciato dai sindacati, «le risorse che dovrebbe erogare lo Stato per tenere in piedi la fabbrica non arrivano e cresce il debito». L’azienda ha attivato con la procedura propedeutica prevista nei casi di crisi d’impresa. In caso di ulteriore stop, inoltre, c’è a rischio il sistema di bonifica della falda. «Un presidio ambientale che si ferma, a Portovesme, espone il territorio al rischio concreto di un disastro ambientale – scrivono i sindacati -. Significa anche esporre lo Stato a costi di messa in sicurezza e bonifica che l’azienda stessa stima in circa 300 milioni di euro, [...]

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