
Piano di buyback fino a 500 milioni di euro con il riacquisto di azioni proprie sul mercato fino a marzo 2027
La prima metà del 2026 è stata segnata da tensioni geopolitiche e dall’incertezza sui mercati globali, con effetti anche sul portafoglio di Exor. Nella lettera agli azionisti il ceo della società John Elkann sottolinea che la volatilità ha pesato sulla performance delle società partecipate e spiega che il NAV per azione della holding è diminuito del 3,9%, con una performance inferiore di 16 punti percentuali rispetto all’indice MSCI World. In ragione della sottovalutazione del titolo, spiega il numero uno della società, è stato deciso di lanciare un piano di buyback fino a 500 milioni di euro.
Intanto sul fronte delle dismissioni, Exor ha trovato l’accordo per la cessione della partecipazione in Welltec, che avrà un multiplo del capitale investito di 2,4 volte e porterà la liquidità della società a 4 miliardi, da poter impiegare in nuovi investimenti.
Tra le quattro maggiori società del portafoglio, Stellantis è stata l’unica a registrare un calo del prezzo delle azioni nei primi sei mesi dell’anno, con un impatto significativo sul NAV di Exor. Guardando al futuro del gruppo automobilistico, nel testo viene sottolineato come in occasione dell’Investor Day, Stellantis ha presentato FaSTLAne 2030, la strategia quinquennale sotto la guida di Antonio Filosa, sostenuta da 60 miliardi di euro di investimenti. La strategia, scrive Elkann, «si fonda su una crescita disciplinata»: l’obiettivo indicato è un margine operativo significativamente più elevato entro la fine del decennio, il ritorno a un free cash flow industriale positivo e un importante programma di riduzione dei costi. A riguardo Elkann sottolinea che «i primi risultati sono incoraggianti».
Di segno diverso l’andamento di Ferrari, definita dal ceo di Exor «la nostra società più grande». La casa automobilistica di Maranello ha registrato ancora una volta risultati solidi e ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno in corso. Nel primo semestre del 2026, inoltre, ha presentato Ferrari Luce e Ferrari 12Cilindri Manuale, due modelli che, secondo Elkann, esprimono la capacità della società di coniugare tradizione e innovazione. «La nostra convinzione in Ferrari rimane più forte che mai» si legge nel testo. All’inizio dell’anno è stato inoltre prorogato il patto parasociale con la famiglia Ferrari, con l’obiettivo di ribadire «il nostro impegno condiviso nei confronti della società e della stabilità dell’assetto proprietario».
Exor ha poi aggiornato l’accordo che disciplina i rapporti con Philips, consentendo alla holding di incrementare la propria partecipazione nella società. «Sosteniamo la strategia di lungo termine di Philips» afferma Elkann, indicando nella creazione di valore, nella crescita trainata dall’innovazione e nella capacità di esecuzione i punti centrali della strategia.
Il portafoglio della società di partecipazioni ha comunque continuato a evolversi nel tempo. All’inizio dell’anno Iveco Group ha completato la cessione del business Difesa a Leonardo, mentre Tata Motors ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto sulle attività di Iveco Group relative ai veicoli commerciali e ai sistemi di propulsione. Il perfezionamento dell’operazione è previsto a novembre.
Exor ha inoltre completato le cessioni di GEDI, Lifenet e NUO e ha sottoscritto un accordo per la cessione della partecipazione in Welltec. L’operazione, secondo quanto indicato nella lettera, «genererà un MOIC (multiplo del capitale investito, ndr) di circa 2,4 volte» e porterà la liquidità disponibile per nuovi investimenti a circa 4 miliardi di euro. «Siamo soddisfatti delle cessioni effettuate quest’anno e dei rendimenti che hanno generato» scrive Elkann, sottolineando anche il passaggio delle società a realtà in grado di accompagnarle nella loro prossima fase di crescita.
I proventi delle cessioni, insieme a quelli incassati nel 2025 e a quelli attesi nel corso del resto dell’anno, rafforzano la posizione finanziaria di Exor e rendono la struttura della holding più snella con «due funzioni fondamentali»: proteggere la società quando le condizioni diventano sfavorevoli e consentirle di agire con decisione quando emergono nuove opportunità, anche per un nuovo investimento di dimensioni analoghe a quello in Philips.
Sul fronte del titolo, Elkann evidenzia che le azioni Exor, quotate sull’Euronext di Amsterdam, continuano a essere scambiate a un significativo sconto rispetto al NAV e che, inoltre, «non riflettono la nostra valutazione del valore intrinseco del portafoglio». Da qui la decisione di lanciare un programma di buyback fino a 500 milioni di euro. Il riacquisto di azioni sarà effettuato sul mercato fino alla pubblicazione dei prossimi risultati finanziari a marzo 2027. Guardando al resto del 2026, la linea indicata da Elkann è sintetizzata nelle parole conclusive della lettera: «Continueremo a mantenere il focus, a semplificare e ad agire con prudenza».
La lettera si chiude con un riferimento a Wave by Vento, l’evento previsto a ottobre che riunirà founder, investitori e leader del settore tecnologico provenienti da tutto il mondo. Elkann si dice «entusiasta di poter partecipare» e ricorda che quest’anno Vento celebra il decimo anniversario. Nato nel 2016 come progetto per sostenere il talento imprenditoriale italiano, Vento ha sostenuto da allora oltre 210 startup, contribuendo alla creazione di più di 3.000 posti di lavoro in aziende che complessivamente hanno un valore superiore a 3 miliardi di euro.

